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Visualizzazione dei post da Giugno, 2012

FERIAE TUAE, MORS MEA di "TRAP" Mario Trapletti, Roma

Sorbole, cos’è ‘sto casino?! La terra vibra, vibra come se una mandria di bisonti ubriachi stesse ballando il tip tap con gli scarponi da sci. Fosse un terremoto? Devo aspettarmi di essere scosso dai conati di vomito dello tsunami? No, un sisma non dura così a lungo, non ha frequenze sonore così minacciose. Che giorno è oggi, o Nettuno tridentato Signore degli abissi? Sabato 21 giugno…?   Primo  giorno d’estate…? PRIMO GIORNO D’ESTATE?! Per Poseidone scuotitore della terra, il tempo fugge così veloce che non lascia tracce nemmeno sulla sabbia più tenera, e il Sole non riesce a cavarci un’ombra né all’alba né al tramonto. Cullato dalle soporifere maree, quest’anno nemmeno me n’ero accorto, dell’incombere della ciclica tortura. Meccanismo di difesa, lo chiamerebbero i succhia-anima umani: ho completamente rimosso anche il solo ricordo dell’esistenza di parole come ferie, vacanze, Orda di barbari… Come quando, l’avrete presente, le onde cancellano le scritte che gli amanti hanno inciso nell…

TI RACCONTO IL MARE: i vincitori della prima edizione

Il racconto vincitore della prima edizione del concorso di narrativa "TI RACCONTO IL MARE", organizzato da"Smarè Scuola Vela"e "Salento Factory", è: 

RADICI di Mariagrazia Nemour, Borgiallo (TO)



RADICI ha vinto per aver saputo trattare un tema attuale e di cronaca con una grande umanità e attraverso l’uso di una scrittura lineare, incisiva e mai banale, priva di formule stereotipate sul mare.





Secondo classificato: LA VOCE DELLA SIRENA di Angela Maria Amico, Caltanissetta



LA VOCE DELLA SIRENA vince Per l’originalità della storia e l’atmosfera degli ambienti e dei paesaggi, che sembrano familiari anche a chi quei luoghi non li ha mai visti.


I vincitori saranno presto contattati dagli organizzatori. Grazie di cuore a tutti gli autori e ai lettori di questo blog.


Quarantadue autori per il concorso "Ti racconto il Mare"

Sta per concludersi il nostro lungo viaggio nelle emozioni che ci avete regalato permettendoci di guardare il mare attraverso i vostri occhi.
Un numero così grande di autori non ce lo aspettavamo e non sapevamo nemmeno che, leggendo i vostri racconti, saremmo entrati, un pò, nelle vostre vite.
Siamo davvero felici.
Adesso a noi rimane il compito più difficile, quello di dover decidere a chi assegnare i premi in palio.
Inutile dire che la scelta, non decreterà il racconto più bello ma solo quello che a noi avrà suscitato più emozioni.
Abbiamo dieci giorni per rileggere, riflettere, decidere e... sognare ancora, con le vostre storie, con voi.
Grazie a tutti



SCRIVERTI di Sara Malpetti, Varese

Mi è sempre stato detto che di notte l’acqua del mare è calda e morbida e che infilarvi dentro un piede è come sentire un piacevole solletico sulla pelle.
A Buolouris, di notte, l’acqua del mare è fredda.
A piedi nudi, con le scarpe in mano, sono entrato lentamente nel mare fino a quando l’acqua arrivava alle mie ginocchia. Speravo di sentire quel solletico caldo, di rabbrividire dolcemente dentro me, ma soltanto un tremore freddo ha percorso il mio corpo.
Sono stato qualche secondo con le gambe immerse in mare, immobile. L’acqua mi accarezzava.
Poi ho iniziato a camminare.
L’acqua scivolava tra le dita dei miei piedi. La guardavo. Era limpida.
Ho provato a calpestarla ma non ci sono riuscito. L’acqua si muoveva dolcemente sopra i miei piedi, mentre io continuavo a guardarli –i miei piedi nudi, che si muovevano in quell’acqua salata di mare.
Guardavo i miei piedi accarezzati dall’acqua. E pensavo a te.
Sulla sabbia umida, fuori dall’acqua, i miei piedi lasciavano orme. Mi sentivo leg…

IL MIO PEZZO DI MARE di Samuele Bovini, Villa Pitignano (PG)

Una volta quel pezzo di mare era mio. E io suo.
Adesso sono costretto a guardarlo da quassù, sopra questo
pezzo di ferro che mi fa sentire vuoto e impotente, manco
fossi l’omino di latta del mago di Oz.
Dicono che proprio laggiù, sotto questa scogliera, ci sia
il punto esatto dove si incrociano l’Adriatico e lo Ionio.
Dicono che c’è una sorta di meccanismo rotatorio,
una specie di frullatore subacqueo naturale, che mescola
di continuo le acque dei due mari. Dicono che il senso di
questo grande mulinello cambi con una cadenza fra i sette
e i dieci anni. L’effetto è una sorta di costante dialogo,
uno scambio di nutrienti, sostanze, esseri viventi
che popolano due mondi apparentemente distanti e diversi.
Sembra la metafora perfetta per un mondo perfetto,  un
mondo di pace.
Di sicuro qui c’era la mia, di pace.
Qui ero me.
La spiaggetta, laggiù, di mattina è battuta dalle barchette
che con venticinque euro accompagnano i turisti
più avventurosi. Di pomeriggio cambia la marea e la gente