mercoledì 30 maggio 2012

ONDE di Carlotta Servidei, Roma


Il vento le alzava i capelli allungandoli nell’aria, dorati  come
raggi di sole. Lei proiettava il suo sguardo sfavillante dritto
sulle onde che si infrangevano lontano dalla riva. Lui era in
mezzo a molti altri ma lei l’avrebbe sempre riconosciuto e  non
l’avrebbe perso di vista. Lui, sdraiato sulla tavola rigida,
pennellata di colori, incisa da figure tribali e serpeggianti. I
capelli scuri legati, gli occhi verdi come il fondale di alghe e
pesci, le braccia robuste a fendere l’acqua agitata.
Nel caldo estivo, le acque brontolavano con risucchi e fragori. La
sabbia,  candida come granelli di neve, era il letto morbido sul
quale il mare veniva a riposare pochi secondi prima di rilanciarsi
nel suo primitivo furore. Lui scavalcava i flutti con la sola
forza delle braccia, si spingeva avanti sorvolando le correnti.
Qualche occhiata agli altri e l’attesa dell’onda…
Sdraiato sulla tavola, la vita sospesa, tesa all’orizzonte.
Lo sciabordio dell’acqua sul surf, la potente presenza del mare
fremente.
Il cuore di lei pulsava, ticchettando con quello di lui. Le mani
incrociate sulle ginocchia, i relitti di conchiglie, i vapori
salini  che le penetravano, intensi, nelle narici. L’attesa era
dolce, carica di promesse  eteree. Il cielo muto ed impenetrabile
mischiava il suo opaco azzurro con quello delle acque giocando con
i riflessi del sole ormai morente. Lei si scosse in un sussulto
impercettibile. L’onda si stava arcuando  lievemente, sempre più.
Lui si  lanciò con decisione, spingendosi con le braccia in un
movimento  ritmico, carico di energia. La cresta si alzava e lui,
con uno scatto sicuro, balzò in piedi sulla tavola allargando un
poco le braccia rigide. La tavola rimase sospesa un attimo e poi
precipitò giù insieme alla valanga di mare schiumoso. Lui solcava
le acque lasciandosi dietro una scia lucente. Il respiro di lei
era fermo nella sua gola. Lui assecondava i fluidi capricci del
mare scivolando su di esso, piegava le ginocchia, girava la
tavola, tagliava le ondate che si susseguivano. Lei sorrideva, 2
pervasa fin nel midollo da un amore  sgargiante. Quando lui
scomparve nel tunnel d’acqua che schiumava bianco come una nuvola
gigantesca, lei chiuse gli occhi e l’ebbrezza che lui provava la
raggiunse scendendole nel petto e travolgendolo di estatico
piacere.
Il mare vibrava dentro di lei come uno strumento divino. Il mare
le scorreva nelle vene come sangue salmastro. Si sentiva parte di
esso in un modo naturale e unico.
Lui uscì dall’acqua mentre goccioline brillanti colavano dai suoi
capelli arricciati. I loro occhi erano specchi di sorrisi e,
quando le loro labbra si sfiorarono, una scintilla si accese nei
loro cuori. Si voltarono verso il mare, tenendosi per mano. Esso
mormorava placidamente, gorgogliante di vita. Si avviarono per il
sentiero tra le palme, i loro passi in sincronia, la tenera notte
nei loro pensieri e un altro domani semplice e perfetto ad
attenderli.

1 commento:

  1. molto vivo e coinvolgente , la bellezza e l'impeto del mare dipinti con le parole!

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