mercoledì 29 febbraio 2012

Ok al noleggio occasionale con imposta unica del 20%


29/02/2012 - Un emendamento al decreto legge liberalizzazioni approvato nella notte dalla commissione Industria del Senato prevede che i proprietari di barche potranno affittare occasionalmente il mezzo e pagare una tassa unica del 20%.
Ecco il testo ufficiale:

Fonte www.governo.it
Art. 59-ter
(Semplificazione nella navigazione da diporto)
1. Al decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, dopo l'articolo 49, è aggiunto il seguente:
Art. 49-bis. - (Noleggio occasionale)
1. Al fine di incentivare la nautica da diporto e il turismo nautico, il titolare persona fisica, ovvero l'utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, di imbarcazioni e navi da diporto di cui all'articolo 3, comma 1, può effettuare, in forma occasionale, attività di noleggio della predetta unità. Tale forma di noleggio non costituisce uso commerciale dell'unità.
2. Il comando e la condotta dell'imbarcazione da diporto possono essere assunti dal titolare, dall'utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell'imbarcazione ovvero attraverso l'utilizzazione di altro personale, con il solo requisito del possesso della patente nautica di cui all'articolo 39 del presente codice, in deroga alle disposizioni recanti l'istituzione e la disciplina dei titoli professionali del diporto. Nel caso di navi da diporto, in luogo della patente nautica, il conduttore deve essere munito di titolo professionale del diporto. Qualora sia utilizzato personale diverso, le relative prestazioni di lavoro si intendono comprese tra le prestazioni occasionali di tipo accessorio di cui all'articolo 70, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e ad esse si applicano le disposizioni di cui all'articolo 72 del citato decreto legislativo n. 276 del 2003.
3. Ferme restando le previsioni di cui al presente Titolo, l'effettuazione del noleggio è subordinata esclusivamente alla previa comunicazione, da effettuarsi mediante modalità telematiche, all'agenzia delle entrate e alla capitaneria di porto territorialmente competente, nonché all'inps ed all'Inail, nel caso di impiego di personale ai sensi del terzo periodo del presente comma. L'effettuazione del servizio dì noleggio in assenza della comunicazione alla capitaneria di porto comporta l'applicazione della sanzione di cui all'articolo 55, camma 1, del presente codice, mentre la mancata comunicazione all'Inps o all'Inail comporta l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 3, comma 3, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73.
4. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze ed il Ministro del lavoro sono definite le modalità di attuazione delle previsioni di cui al comma 3.
5. I proventi derivanti dall'attività di noleggio di cui al comma 1, sono assoggettati a richiesta del percipiente, sempreché di importo non superiore a 30.000 euro annui, a un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura del venti per cento, con esclusione della detraibilità o deducibilità dei costi e delle spese sostenute relative all'attività di noleggio. L'imposta sostitutiva è versata entro il termine stabilito per il versamento a saldo dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. L'acconto relativo all'imposta sul reddito delle persone fisiche è calcolato senza tenere conto delle disposizioni di cui al presente comma Per la liquidazione, l'accertamento, la riscossione e il contenzioso riguardanti l'imposta sostitutiva di cui al presente comma si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabilite modalità semplificate di documentazione e di dichiarazione dei predetti proventi, le modalità di versamento dell'imposta sostitutiva, nonché di ogni altra disposizione utile ai fini dell'attuazione del presente comma. La mancata comunicazione all'agenzia delle entrate prevista dal quarto periodo del comma 1 preclude la possibilità di fruire del regime tributario sostitutivo di cui al presente comma, ovvero comporta la decadenza del medesimo regime"».
All'articolo 60
il primo comma ,in fine aggiungere il seguente periodo: "Le navi da diporto si intendono destinate al consumo dentro o fuori dal territorio doganale su semplice rilascio di una dichiarazione rispettivamente di importazione definitiva o di esportazione definitiva da parte dell' armatore".
Dopo l'articolo 60, inserire il seguente:
Art. 60-bis.
(Misure a tutela della filiera della nautica da diporto)
1. All'articolo 16 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
"2. Dal 1° maggio di ogni anno le unità da diporto sono soggette al pagamento di una tassa annuale nelle misure di seguito indicate:
a) curo 800 per le unità con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;
b) euro 1.160 per le unità con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;
c) euro 1. 740 per le unità con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;
d) euro 2.600 per le unità con scafo di lunghezza da 17,01 a 20 metri;
e) curo 4.400 per le unità con scafo di lunghezza da 20,01 a 24 metri;
f) euro 7.800 per le unità con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;
g) curo 12.500 per le unità con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;
h) euro 16.000 per le unità con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;
i) euro 21.500 per le unità con scafo dí lunghezza da 54,01 a 64 metri;
l) euro 25.000 per le unità con scafo di lunghezza superiore a 64 metri";
b) al comma 3, dopo le parole: "con motore ausiliario" sono inserite le seguenti: "il cui rapporto fra superficie velica e potenza del motore espresso in Kw non sia inferiore a 0.5";
c) al comma 4, le parole: "', nonché alle unità di cui al comma 2 che si trovino in un'area di rimessaggio e per i giorni di effettiva permanenza in rimessaggio" sono soppresse;
d) al comma 5-bis, dopo le parole "dell'atto" sono inserite le seguenti: ", ovvero per le unità che siano rinvenienti da contratti di locazione finanziaria risolti per inadempienza dell'utilizzatore. Allo scopo di sviluppare la nautica da diporto, la tassa non si applica alle unità di cui ai commi 2 e 3 per il primo anno dalla prima immatricolazione";
e) al comma 7, al primo periodo, la parola: "finanziaria" è sostituita dalle seguenti: "anche finanziaria, per la durata della stessa, residenti nel territorio dello Stato, nonché le stabili organizzazioni in Italia dei soggetti non residenti, che posseggano, o ai quali sia attribuibile il possesso di unità da diporto. La tassa non si applica ai soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unità da diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonché alle unità bene strumentale di aziende di locazione e noleggio.";
f) il comma 8 è soppresso;
g) al comma 9, le parole: “da 2 a 8” sono sostituite dalle seguenti: “da 2 a 7”.


5 commenti:

  1. Gentili Signori ,

    Il Senatore Enrico Musso cerca voti ! in barba alla sicurezza !

    A discapito delle societa’ di Noleggio che da anni si sono adeguate a rigide regole di sicurezza e professionalit�
    Ma vuoi vedere che alla fine i c…….. siamo noi ????
    Penso per esempio alle visite R.I.N.A. che ci apprestiamo a ripetere anche quest’ anno , ai requisiti professionali dei marinai che abbiamo imbarcato , alle assicurazioni , al cumulo di tasse , alle varie cassette di medicinali, requisiti per cucinare ,accesso ai Parchi, convenzioni di imbarco …imbarchi.. sbarchi…..
    E invece per i privati..? un bel colpo di spugna in barba a tutte le norme di sicurezza che ci hanno imposto , cedolare secca del 20% ridicola in rapporto al cumulo di tasse che paghiamo noi…. e poi penso al termine ” NOLEGGIO OCCASIONALE “…ma occasionale rispetto a cosa ? , se dobbiamo basare tutta la nostra attività su un alta stagione che oramai si è ridotta a 15/ 20 giorni se va bene !
    e il tetto dei 30.000 euro ? mai visto sentito di più ridicolo , ma se parliamo di gente abituata a fare tutto “in Nero” cosa volete che gli cambi ?
    il senatore Enrico Musso pensa al bel gruzzolo di voti che l’iniziativa gli porterà ,se poi ne va dell sicurezza di chi noleggia un imbarcazione per se e per la propria famiglia poco importa ….l’importante è essere eletto sindaco !

    cordiali saluti
    Gian Luca Schiro’

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  2. Finalmente un duro colpo alla LOBBY che in questi anni ha bloccato la nautica e il suo indotto.
    Per tanto tempo vi siete lamentati della concorrenza sleale, ora spero non vi lamentiate della concorrenza leale e... legale.

    “Sono stati accolti dal governo, rielaborati in un nuovo testo, gli emendamenti presentati in commissione Industria del Senato da Enrico Musso sulla nautica da diporto, e le analoghe proposte dei senatori Luigi Grillo, Raffaele Ranucci e Teresa Armato. Il testo è stato firmato anche dalla senatrice Roberta Pinotti.

    «Il nuovo testo emendato degli articoli 59 e 60 della legge sulle liberalizzazioni – spiega Enrico Musso – introduce fondamentali novità molto attese nel settore, perché semplificano le attività di noleggio, con benefici effetti anche sull’occupazione giovanile, e stoppano la fuga degli yacht dai nostri porti turistici verso quelli stranieri fiscalmente più convenienti.

    Con la liberalizzazione del noleggio occasionale questo non “trasformerà” l’unità privata in commerciale (oggi un’imbarcazione deve essere destinata una volta per tutte al godimento diretto o al noleggio, a differenza – per esempio – di un appartamento), in tal modo semplificando le attività economiche e generando occupazione senza alcun onere per lo stato. Anzi, produrrà gettito poiché farà emergere un settore oggi largamente sommerso: dai dati delle Capitanerie di porto le unità iscritte per noleggio sono soltanto 412 su tutto il territorio nazionale. La trasformazione, senza costi per l’erario, dell’imposta di stazionamento introdotta lo scorso dicembre dal decreto “salva Italia” farà sì che la nuova tassazione sia legata alla proprietà dell’unità da diporto e non al suo stazionamento in un porto italiano.

    In questo modo scongiura il rischio della fuga di italiani e soprattutto stranieri dai nostri porti turistici verso quelli dei paesi limitrofi, che (in particolare in Liguria, vista la vicinanza della Francia) avrebbe avuto gravi conseguenze sull’occupazione diretta e indotta della nautica e del turismo, dalla cantieristica al refitting, dalla portualità gli equipaggi. In questo modo si ovvierà anche al pagamento dell’imposta di stazionamento da parte delle unità utilizzate per uso commerciale. Gli emendamenti accolti avranno ricadute consistenti per Genova e la Liguria, prima regione italiana per numero di posti barca, circa 22 mila, di patenti nautiche e numero di imbarcazioni registrate, oltre 20 mila tra vela e motore».”
    STOP ALLE LOBBY!

    Lucio

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  3. ISYBA promuove una Class Action per dire NO alla Deregulation del Charter Nautico.

    L'ordinamento generale statale non puo' trattare "in modo ingiustificatamente diverso situazioni sostanzialmente uguali" perche' se cio' dovesse accadere tale comportamento si tradurrebbe in una violazione dell'art. 3 della Costituzione.

    Il compito dello Stato e' invece quello di agire concretamente per metter tutti nelle stesse condizioni di partenza, dotando ognuno di pari opportunita' per sviluppare e realizzare pienamente e liberamente la propria personalita'. Il principio di uguaglianza e' stato declinato in un generale divieto di discriminazione; si discrimina quando si trattano in maniera uguale situazioni diverse, ovvero quando si trattano in maniera diversa situazioni uguali.

    Nel Disegno di Legge per la "concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita'" è stata inserita una norma attraverso cui si vorrebbe consentire al "titolare persona fisica, ovvero l'utilizzatore a titolo di locazione finanziaria di impiegare occasionalmente imbarcazioni e navi da diporto in attivita' di noleggio dietro corrispettivo".

    Tale norma costituisce un evidente caso di violazione dell'art. 3 della Costituzione in quanto "discriminatoria" e risulta in contrasto con l'art. 41 della Costituzione relativamente alla liberta' di iniziativa economica nell'esercizio dell'attivita' di trasporto di persone (viaggiatori/noleggiatori), nonche' priva di prescrizioni finalizzate alla tutela della concorrenza, della trasparenza del mercato, della sicurezza dei viaggiatori/noleggiatori, della tutela delle condizioni di lavoro, delle garanzie tese a garantire l'omogeneita' dei requisiti di idoneita' alla conduzione del mezzo nautico.

    Al riguardo si ricorda che l'attività di noleggio di unita' da diporto (professionale o occasionale) ha come unica ed univoca finalita' una prestazione di servizio (riferibile al trasporto passeggeri via mare) dietro corrispettivo, che (analogamente a quanto previsto per il "noleggio di autovetture ed autobus con conducente") può essere cosi' definita: "per servizi di noleggio di unita' da diporto si intendono i servizi di trasporto di viaggiatori effettuati da un Noleggiante per uno o piu' viaggi richiesti da terzi committenti o offerti direttamente a gruppi precostituiti, con preventiva definizione del periodo di effettuazione, della sua durata e dell'importo complessivo dovuto per l'impiego e l'impegno dell'unità da diporto adibita al servizio, da corrispondere unitariamente o da frazionare tra i singoli componenti del gruppo".

    Le conseguenze negative derivanti dalla prossima approvazione di tale norma non riguarderanno solo le Imprese Armatrici di unita' da diporto adibite al noleggio, i Marittimi del Diporto in possesso dei Titoli professionali ed i giovani che "aspirano" ad ottenerli (obbligatori per legge), ma si estenderanno anche a tutte le Imprese di Navigazione che svolgono attivita' di trasporto passeggeri e trasporti pubblici non di linea per via d'acqua, compresi i Gondolieri di Venezia e i Taxi-boat di Capri.

    Per i motivi sopra enunciati ISYBA, in quanto promotrice di una "class action" al fine di tutelare i diritti delle Imprese e dei relativi Dipendenti, acquisira' le adesioni dei soggetti interessati ad aderire a tale iniziativa tramite il proprio Studio Legale convenzionato.

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  4. Non c'è alcuna discriminazione, se prima di agitarvi tanto aveste studiato un po' meglio la situazione avreste scoperto che il noleggio occasionale può farlo un privato così come anche una qualunque società di charter, con barche di proprietà ma anche con barche in leasing. Non essendoci discriminazioni sorge il dubbio che il vero interesse di chi si sta lamentando è di impedire ad altri di entrare sul mercato. A tutti piacerebbe far fuori i concorrenti a forza di class action...

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  5. NOLEGGIO OCCASIONALE... Pubblicato il decreto!

    http://www.bolina.it/allegati/46ba9d285c616eff66cc2a28fb49cd18b449c0ac.pdf

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