mercoledì 29 febbraio 2012

Ok al noleggio occasionale con imposta unica del 20%


29/02/2012 - Un emendamento al decreto legge liberalizzazioni approvato nella notte dalla commissione Industria del Senato prevede che i proprietari di barche potranno affittare occasionalmente il mezzo e pagare una tassa unica del 20%.
Ecco il testo ufficiale:

Fonte www.governo.it
Art. 59-ter
(Semplificazione nella navigazione da diporto)
1. Al decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, dopo l'articolo 49, è aggiunto il seguente:
Art. 49-bis. - (Noleggio occasionale)
1. Al fine di incentivare la nautica da diporto e il turismo nautico, il titolare persona fisica, ovvero l'utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, di imbarcazioni e navi da diporto di cui all'articolo 3, comma 1, può effettuare, in forma occasionale, attività di noleggio della predetta unità. Tale forma di noleggio non costituisce uso commerciale dell'unità.
2. Il comando e la condotta dell'imbarcazione da diporto possono essere assunti dal titolare, dall'utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell'imbarcazione ovvero attraverso l'utilizzazione di altro personale, con il solo requisito del possesso della patente nautica di cui all'articolo 39 del presente codice, in deroga alle disposizioni recanti l'istituzione e la disciplina dei titoli professionali del diporto. Nel caso di navi da diporto, in luogo della patente nautica, il conduttore deve essere munito di titolo professionale del diporto. Qualora sia utilizzato personale diverso, le relative prestazioni di lavoro si intendono comprese tra le prestazioni occasionali di tipo accessorio di cui all'articolo 70, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e ad esse si applicano le disposizioni di cui all'articolo 72 del citato decreto legislativo n. 276 del 2003.
3. Ferme restando le previsioni di cui al presente Titolo, l'effettuazione del noleggio è subordinata esclusivamente alla previa comunicazione, da effettuarsi mediante modalità telematiche, all'agenzia delle entrate e alla capitaneria di porto territorialmente competente, nonché all'inps ed all'Inail, nel caso di impiego di personale ai sensi del terzo periodo del presente comma. L'effettuazione del servizio dì noleggio in assenza della comunicazione alla capitaneria di porto comporta l'applicazione della sanzione di cui all'articolo 55, camma 1, del presente codice, mentre la mancata comunicazione all'Inps o all'Inail comporta l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 3, comma 3, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73.
4. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze ed il Ministro del lavoro sono definite le modalità di attuazione delle previsioni di cui al comma 3.
5. I proventi derivanti dall'attività di noleggio di cui al comma 1, sono assoggettati a richiesta del percipiente, sempreché di importo non superiore a 30.000 euro annui, a un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura del venti per cento, con esclusione della detraibilità o deducibilità dei costi e delle spese sostenute relative all'attività di noleggio. L'imposta sostitutiva è versata entro il termine stabilito per il versamento a saldo dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. L'acconto relativo all'imposta sul reddito delle persone fisiche è calcolato senza tenere conto delle disposizioni di cui al presente comma Per la liquidazione, l'accertamento, la riscossione e il contenzioso riguardanti l'imposta sostitutiva di cui al presente comma si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabilite modalità semplificate di documentazione e di dichiarazione dei predetti proventi, le modalità di versamento dell'imposta sostitutiva, nonché di ogni altra disposizione utile ai fini dell'attuazione del presente comma. La mancata comunicazione all'agenzia delle entrate prevista dal quarto periodo del comma 1 preclude la possibilità di fruire del regime tributario sostitutivo di cui al presente comma, ovvero comporta la decadenza del medesimo regime"».
All'articolo 60
il primo comma ,in fine aggiungere il seguente periodo: "Le navi da diporto si intendono destinate al consumo dentro o fuori dal territorio doganale su semplice rilascio di una dichiarazione rispettivamente di importazione definitiva o di esportazione definitiva da parte dell' armatore".
Dopo l'articolo 60, inserire il seguente:
Art. 60-bis.
(Misure a tutela della filiera della nautica da diporto)
1. All'articolo 16 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
"2. Dal 1° maggio di ogni anno le unità da diporto sono soggette al pagamento di una tassa annuale nelle misure di seguito indicate:
a) curo 800 per le unità con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;
b) euro 1.160 per le unità con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;
c) euro 1. 740 per le unità con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;
d) euro 2.600 per le unità con scafo di lunghezza da 17,01 a 20 metri;
e) curo 4.400 per le unità con scafo di lunghezza da 20,01 a 24 metri;
f) euro 7.800 per le unità con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;
g) curo 12.500 per le unità con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;
h) euro 16.000 per le unità con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;
i) euro 21.500 per le unità con scafo dí lunghezza da 54,01 a 64 metri;
l) euro 25.000 per le unità con scafo di lunghezza superiore a 64 metri";
b) al comma 3, dopo le parole: "con motore ausiliario" sono inserite le seguenti: "il cui rapporto fra superficie velica e potenza del motore espresso in Kw non sia inferiore a 0.5";
c) al comma 4, le parole: "', nonché alle unità di cui al comma 2 che si trovino in un'area di rimessaggio e per i giorni di effettiva permanenza in rimessaggio" sono soppresse;
d) al comma 5-bis, dopo le parole "dell'atto" sono inserite le seguenti: ", ovvero per le unità che siano rinvenienti da contratti di locazione finanziaria risolti per inadempienza dell'utilizzatore. Allo scopo di sviluppare la nautica da diporto, la tassa non si applica alle unità di cui ai commi 2 e 3 per il primo anno dalla prima immatricolazione";
e) al comma 7, al primo periodo, la parola: "finanziaria" è sostituita dalle seguenti: "anche finanziaria, per la durata della stessa, residenti nel territorio dello Stato, nonché le stabili organizzazioni in Italia dei soggetti non residenti, che posseggano, o ai quali sia attribuibile il possesso di unità da diporto. La tassa non si applica ai soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unità da diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonché alle unità bene strumentale di aziende di locazione e noleggio.";
f) il comma 8 è soppresso;
g) al comma 9, le parole: “da 2 a 8” sono sostituite dalle seguenti: “da 2 a 7”.


Novità tassa imbarcazioni

Buone notizie... per i diportisti, per le società di noleggio,  per le barche a vela e per le barche "anziane".


1. COSTI DIMEZZATI. C'è un notevole abbattimento dei costi della tassa (anche più del 50%), che diventa annua e non più giornaliera. Guardate qui sotto le nuove tariffe.
2. QUELLA NUOVA NON PAGA. La tassa non si paga il primo anno dall'immatricolazione. In sostanza le barche nuove non pagano la tassa.
3. NOLEGGIO NO TASSA. Le barche di proprietà di società di noleggio sono esentate dalla "tassa barca".
4. BARCHE A VELA MENO 50%. Rimangono gli sconti del 50% sulle  tariffie per le barche a vela.
5. SE E' VECCHIA PAGA MENO. Rimangono gli sconti per vetustà (sconto del 15% da 5 a 10 anni; del 30% da 10 a 15 anni - del 45% da 15 anni in su)
6. GLI ITALIANI LA PAGANO. Pagano la tassa le barche intestate a cittadini italiani residenti e società italiane, è esentato l'armatore straniero o non residente in Italia e le società estere, a meno che la proprietà sia riconducibile a cittadino italiano.
7. ADDIO SCONTO RIMESSAGGIO. Quando la barca è in rimessaggio adesso paga ovviamente la tassa, visto che diventa annuale.
Ecco le parti rilevanti del testo dell'emendamento approvato in Commissione a cura degli onorevoli Grillo, Cutrufo, Armato, Pinotti, Marco Filippi, Musso.


«Art. 60-bis.
(Misure a tutela della filiera della nautica da diporto)


- 1. All'articolo 16 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono apportate le seguenti modificazioni:
il comma 2 è sostituito dal seguente:
Dal 1º maggio di ogni anno le unità da diporto sono soggette al pagamento di una tassa annuale nelle misure di seguito indicate:
a) euro 800 per le unità con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;
b) euro 1.160 per le unità con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;
c) euro 1. 740 per le unità con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;
d) euro 2.600 per le unità con scafo di lunghezza da 17,01 a 20 metri;
e) euro 4.400 per le unità con scafo di lunghezza da 20,01 a 24 metri;
f) euro 7.800 per le unità con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;
g) euro 12.500 per le unità con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;
h) euro 16.000 per le unità con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;
i) euro 21.500 per le unità con scafo di lunghezza da 54,01 a 64 metri;
l) euro 25.000 per le unità con scafo di lunghezza superiore a 64 metri'';
- al comma 3, dopo le parole: ''con motore ausiliario'' sono inserite le seguenti: ''il cui rapporto fra superficie velica e potenza del motore espresso in Kw non sia inferiore a 0.5'';
- al comma 4, le parole: '', nonchè alle unità di cui al comma 2 che si trovino in un'area di rimessaggio e per i giorni di effettiva permanenza in rimessaggio'' sono soppresse;
- al comma 5-bis, dopo le parole ''dell'atto'' sono inserite le seguenti: '', ovvero per le unità che siano rinvenienti da contratti di locazione finanziaria risolti per inadempienza dell'utilizzatore. Allo scopo di sviluppare la nautica da diporto, la tassa non si applica alle unità di cui ai commi 2 e 3 per il primo anno dalla prima immatricolazione'';
- al comma 7, al primo periodo, la parola: ''finanziaria'' è sostituita dalle seguenti: ''anche finanziaria, per la durata della stessa, residenti nel territorio dello Stato, nonché le stabili organizzazioni in Italia dei soggetti non residenti, che posseggano, o ai quali sia attribuibile il possesso di unità da diporto. La tassa non si applica ai soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unità da diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonché alle unità bene strumentale di aziende di locazione e noleggio.''

martedì 28 febbraio 2012

SULLA SABBIA di Ivano Mingotti, Desio (MI)


E' assordante.
E' assordante quella merda di musica.
E dire che mi sono preso una settimana solo per rilassarmi. Rilassarmi e basta. Una cazzo di
settimana di vacanza.
E invece mi ritrovo qui, sulla spiaggia.
Da solo.
Sotto la luna, mentre a qualche decina di metro quella fottutissima discoteca spara le sue maledette
casse su per il culo della gente.
Basta, basta.
Ho le orecchie che mi fischiano, non ne posso più.
Le orecchie che mi fischiano e, per di più, il culo pieno di sabbia.
Ma chi me l'ha fatto fare.
Chi me l'ha fatto fare di accettare.
Io che volevo una vacanza tranquilla.
Magari coi miei, sì. Ma chi se ne frega.
Non è certo indispensabile andare ''a caccia di figa'' come dicono loro.
Come dicono i miei amici.
Già, gli amici.
Saranno dentro quella fottuta discoteca a sbavare per qualche minchiona.
Qualche minchiona che gli gira attorno facendogliela annusare.
E a fine serata avranno speso tutti i loro soldi in drink e pasticche.
Senza concludere una beneamata fava.
E domani, domani sarà lo stesso.
Domani vorranno la stessa, identica cosa.
La caccia, la figa.
E otterranno lo stesso maledetto risultato.
Dio, Dio quanto li odio.
Ma perchè li ho seguiti, perchè?
Chi me lo ha fatto fare?
Ho sempe avuto pessimi gusti a scegliere gli amici.
Forse ho scelto determinate persone solo per sentirmi meno escluso.
Meno fuori dal gregge.
E questo il risultato.
Io, al freddo, sotto la luna.
Su questa fottutissima spiaggia, solo.
Il mare, le stelle.
La sabbia che mi entra nel culo.
Le orecchie che fischiano, fischiano e rimbombano.
Casse di merda.
Guardo il mare.
Non posso fare altro che questo.
Il mare.
Almeno questo.
Avessi fatto il bagno una volta.
Una sola volta, da quando sono qui.
No, dovevo seguire loro.
E rimanere sveglio fino a tarda notte. Seduto sui divanetti a guardare gli altri ballare.
A commentare la prima ragazza che passa, sorseggiare il drink.
Venire storditi dalla musica e dalle luci. Rimanere immobili, fare quattro passi in pista.
Cercare di dimenarsi, mentre tutti ti schiacciano, tutti ti spingono, tutti ti soffocano.
Ti strozzano.
E il tuo fottuto drink si rovescia, mentre cercano di sgusciarti intorno.
No, no.
Dannazione no.
Oggi non potevo sopportarlo.
E alla prima occasione, me ne sono andato.
Alla prima.
Si staranno chiedendo che fine ho fatto.
Nemmeno troppo, secondo me.
Non hanno notato quando sono sgusciato via, urlando più volte permesso.
Non hanno notato quando sono stato spintonato, gettato a terra.
Quando mi sono tirato fuori con la forza della disperazione.
Con le lacrime agli occhi per la disperazione.
L'umiliazione di essere nel posto che odi e non riuscire a uscirne.
Ma in fondo, a loro che importa. Loro si divertono.
Là, là in mezzo.
Tra gli sguardi che non ti guardano e gli spintoni.
Tra le stesse urla, gli stessi schiamazzi, la stessa musica. Ogni sera. La stessa identica cosa ogni
sera.
Con la stessa gente, gli stessi posti, le stesse facce.
Le stesse espressioni e gli stessi eventi. Ogni sera.
Ogni sera, lo stesso copione.
Ma a loro, in fondo che importa.
L'obiettivo è la caccia.
La caccia, null'altro.
Il mare mi scroscia nelle orecchie.
Mi bagna il tallone. Schiuma.
Come quando spilli una bella birra. Fresca.
Fresca, quando ti bagna le labbra. Quando senti i brividi scorrerti sulla pelle, fermarsi per un attimo
e poi ripartire al prossimo sorso. Alla prossima onda, la prossima schiuma.
Guardo la luna riflettersi sull'acqua.
Deformata, tra le piccole increspature.
Bianchissima.
E questo bellissimo silenzio rovinato da quella musica di merda.
Basta.
Mi volto. Verso sinistra. L'isola che si getta nel mare.
Un lungo braccio di spiaggia, bianchissimo, interminabile.
Per chilometri e chilometri.
La baia. La sabbia bianca, qualche casa.
Le palme.
E poi il nulla, il buio. Il rumore del mare.
Quelle casse assordanti.
E il culo pieno di sabbia.
Fanculo.
Fanculo loro e questa vacanza di merda.
Devo muovermi.
Devo fare qualcosa, devo.
Non posso restare qui a sprecare gli ultimi momenti.
A buttare ancora la mia giornata a stramaledirli.
A stramaledire loro e la loro maledetta prassi.
No, basta.
Io vado.
Vado. Là. Dove non so, vado e basta.
Mi sollevo. Scuoto il mio grosso culo con le mani, cercando di fare uscire la sabbia, e vado.
Verso l'ultimo lembo di terra all'orizzonte.
Spiaggia a non finire.
Affondo i piedi nella sabbia.
Cammino.
A fianco a me il mare.
La musica della discoteca sempre più sottile, sempre più sottile.
Lieve fino a sparire alle mie spalle.
Davanti a me il buio.
Il mare.
La sabbia.
E continuo ad affondare i piedi, ancora, ancora.
E più mi allontano, più la luna diventa l'unico lampione.
L'unico faro.
Bianchissima.
Sul mare.
Onde.
Silenzio e onde.
I miei passi sulla sabbia.
Acqua che mi bagna i piedi.
E onde.
E avanzo.
Ancora e ancora e ancora.
Per chissà quanto.
E' come quando cominci a nuotare. Verso il largo, sempre di più, sempre di più.
E poi ti volti, avendo paura di essere troppo lontano. Di non riuscire a tornare a riva.
E vedi gli ombrelloni lontani.
Il tuo, quello dei vicini.
Il porta vivande, minuscolo, lontano.
E torni indietro a fatica, lo fai col terrore.
Perchè potessi, andresti avanti. Ancora avanti.
Io non mi giro.
Io continuo.
Schiaccio la sabbia coi piedi.
Morbida.
Soffice.
Sento l'acqua fredda bagnarmi le dita.
E guardo la luna.
L'orizzonte.
La baia.
Nient'altro.
Avanti.
Ancora, ancora.
Le stelle.
Il buio.
Più avanzo, meno vedo.
Non che mi importi molto, per carità. Non me ne importa niente.
Non riesco a trovare un motivo valido per cui dovrei tornare.
Sì, sono stanco.
Sì, sono solo. E quindi?
Chi si spingerebbe fino a qui? Per farmi cosa?
Sono solo, appunto. E non c'è nulla di meglio.
Sono libero.
Respiro, sorrido.
E vado avanti. Ancora, ancora, ancora.
E pensare che questa spiaggia è così bella.
E abbiamo sempre vissuto tra il villaggio e la discoteca.
Non abbiamo percepito nulla. Non abbiamo mangiato, annusato, tastato niente di quest'isola.
Niente. Abbiamo vissuto solo quel che ci siamo portati dietro.
Le idee di questo posto. Nient'altro. Lo sballo, la discoteca, la figa.
Basta.
Invece il mare è così bello. Così calmo.
Penso quasi di entrarci. Ma cammino. L'acqua è fredda, troppo fredda. Preferisco andare avanti.
Sento che più in là mi aspetta qualcosa.
Più in là.
Non so come spiegarlo. E' come quando un artista prende una tavolozza e si mette davanti alla tela.
E sta per creare un capolavoro, lo sa bene.
Lo sente, lo sente pienamente.
Ma non lo fa, non lo fa ancora.
Resta a guardarla, respira.
Lascia il suo cuore battere, annusa l'aria.
L'odore di tintura, di legno, di alcool e olio.
Ma non fa altro.
Osserva e basta.
Aspetta solo il momento giusto.
Io cammino. Cammino, respiro e annuso.
E lascio il mare sporcarmi i piedi.
Fino all'orizzonte.
Là, là in fondo.
Che mi aspetta là?
Mi sono perso.
Mi sono perso per un attimo nei miei pensieri.
Non capivo più dove fossi, chi fossi.
Un black out. Un black out nel buio.
Ho perso la percezione.
In questo mare di assoluto silenzio e spiaggia e piedi e onde e luna.
Ho perso coscienza.
Mi è sembrato di essere in un sogno.
Un sogno opaco, caldo.
Avvolto in una coperta, stretto, immobile.
Eppure cammino, cammino ancora.
Fino a là, là in fondo.
Là.
Che Dio mi fulmini, là.
Là, un'ombra.
Una sagoma, una persona, qualcosa.
Là. Là c'è qualcosa.
E non mi fermo. Non mi fermo, anche se ho paura, no.
E' arrivata fin qui, come me. In fondo la ammiro, la rispetto.
Ma chi è, chi è, cosa ci fa qui?
E avanzo, avanzo schiacciando altra sabbia.
E altre onde, altre onde e altra luna.
No, non può essere una persona.
E per un attimo aguzzo la vista, procedendo.
Aguzzo la vista, per capire se non mi sbaglio.
Così lontano, in mezzo al nulla, non può essere una persona.
Strizzo gli occhi, li strizzo forte.
Cercando di smentirmi, di dire che ho torto.
Hai torto, dannazione hai torto. Non avere paura, procedi.
Calmati cuore calmati. Non rimbombarmi nelle orecchie.
Silenzio, voglio silenzio.
Non tremare, non tremare.
E mi sento umido, umido e freddo.
Umido come il mare mentre procedo.
E non può essere, non può essere una persona.
Ma lo è.
E mentre mi avvicino, ne ho la certezza.
Una persona.
Qui.
In mezzo al nulla.
E cosa devo fare?
Cosa devo fare, salutarla? O tornare indietro?
Magari è un malintenzionato, magari abita qui intorno.
Un covo, chissà cosa. Una baracca di clandestini, una barca. Qualcosa.
O forse è solo come me.
Come me.
Lontana da tutto, nel silenzio.
Davanti al mare.
Davanti al mare, coi piedi stesi verso le onde.
Davanti al mare, sotto la luna, il culo nella sabbia.
E gli occhi al cielo, gli occhi al cielo e i capelli lunghi.
Lunghi sulle spalle, splendidi.
E' meravigliosa.
Meravigliosa.
E più mi avvicino, più la sento parte di me.
Un mio doppio, un mio simile.
Lontano, lontano da tutti.
No, non tornerò indietro.
No, il chiasso della discoteca e gli amici morti di figa no.
La saluterò.
La saluterò e magari comincerò a parlare.
E magari sentiremo il silenzio insieme, stesi nella sabbia.
Sì, sì, ho deciso.
La saluterò.
Non c'è nessun pericolo, non qui.
E lei è troppo bella per essere pericolosa.
Sotto la luna, coi piedi stesi nell'acqua.
Stesi nell'acqua.
E sono vicino, vicino.
Un passo avanti all'altro, affonda nella sabbia.
Sono vicino, sotto la luna, le onde sui miei piedi.
Acqua fredda e silenzio. Silenzio, scrosciare, cuore che batte.
Sono dannatamente vicino.
Salutala.
Salutala su.
Vicino.
I miei piedi. I miei piedi vicino a lei.
Lei, stesa verso il mare. Stesa verso le onde.
Ma, un momento. I suoi piedi.
Non ci mette molto.
Non ci mette molto ad accorgersi di me. No.
Sono fatte così. Sono fatte così, penso.
Steso sulla sabbia, la mano intorno al collo.
Le onde portano via il mio sangue, un pò alla volta.
Il resto bagna la soffice polvere di quest'isola.
La stringo nell'altra mano, mentre guardo il cielo.
La luna piena.
Il mare.
Mentre sento il mio cuore pompare il mio sangue.
Il mio sangue fuori, sulla sabbia.
Mi ha morso. Mi ha morso al collo.
Ma d'altronde sono fatte così. Sono tutte fatte così, le sirene.
Bellissime.
Bellissime e letali.
E mentre muoio, penso ai suoi capelli.
Ai miei amici che ballano in discoteca.
Al rumore assordante delle casse.
E mentre muoio, mentre le onde si portano via il mio respiro, guardo le stelle.
E annaspo, tentando di respirare.
Morirò qui, su questa spiaggia.
Morirò qui, maledizione.
Vorrei aver la forza di piangere.
Morirò qui, stringendomi il collo.
Avrei tanto voluto farmi un bagno.

martedì 21 febbraio 2012

Primo concorso di narrativa "Ti racconto il Mare"



Smarè scuola vela e Salento Factory Web Agency, organizzano la Prima Edizione del Concorso di Narrativa "Ti racconto il Mare".

Scrivi un breve racconto sul mare e potrai aggiudicarti un corso di vela o un soggiorno di un weekend in bed and breakfast a S. Maria di Leuca.

La partecipazione al concorso è gratuita. 

Si può concorrere con un solo racconto, originale e inedito, scritto in lingua italiana e con una lunghezza massima di cinque cartelle.


MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE:

Inviare il racconto in formato pdf all'indirizzo ilmioracconto@raccontidimare.com unitamente ad una dichiarazione da te sottoscritta contenente:

• le tue generalità;
• la garanzia che l’opera è originale e che l’eventuale pubblicazione del testo non avverrà in violazione di diritti di terzi, espressamente manlevando l'organizzazione da ogni danno o pretesa, nessuna eccettuata, che alla stessa possa derivare, anche per quanto riguarda il titolo dell’opera;
• il consenso espresso al trattamento dei dati personali.

Il termine ultimo per la presentazione delle opere è il 31 maggio 2012.

Tutti gli inediti saranno pubblicati su raccontidimare.com, sin dal giorno della ricezione.

La valutazione e la compilazione della graduatoria di merito sono esercitate da una giuria il cui giudizio è insindacabile ed inappellabile.

Il nome dei due vincitori sarà reso noto su raccontidimare.com entro il 10 giugno 2012.


PREMI IN PALIO:

  •  un corso di vela su deriva o cabinato, per due persone, della durata di due giorni, offerto dalla scuola vela Smarè da utilizzare nel corso dell'estate 2012 
  •  un soggiorno di un week end, per due persone, da trascorrere nei mesi di Giugno, Luglio o Settembre a S.Maria di Leuca, presso il bed and breakfast "Villa Giulio" offerto da casevacanzaleuca.com.
Il primo classificato avrà la possibilità di scegliere il suo premio tra i due messi in palio.

Buona scrittura.


venerdì 17 febbraio 2012

Corsi di vela d'altura 2012


Partono da febbraio i corsi di vela d'altura organizzati da Smarè.
Un programma completo e flessibile su cui ogni allievo potrà scegliere come costruire il proprio bagaglio di esperienza, fondamentale per raggiungere l'autonomia nella conduzione di un cabinato a vela.

Per maggiori informazioni scrivi a:
info@smare.it
visita:
www.elissa4.com