martedì 30 agosto 2011

Albania... orso al guinzaglio

Sabato 27 agosto 2011
Othoni - Saranda, 15 nodi di libeccio gonfiano lo spi, 25 miglia in poco più di quattro ore, con Giulio e Luigi.
C'ero già stato in Albania: Durazzo, Valona, Saseno, Porto Palermo. A Saranda due anni fa, con Lucia, Stefano, Vittoria e i bambini.
Quella volta, l'impressione di essere tornati indietro nel tempo ci aveva colto subito dopo aver lasciato il pontile della moderna stazione marittima, dove la barca era ormeggiata.
Un tempo però, che noi non avevamo mai vissuto, per fortuna. Racconti dei padri, forse.
Non molto è cambiato dopo due anni. Forse è cambiato quello che doveva rimanere intatto, il paesaggio.
Gli alberghi rubano la bellissima scogliera. Costruiti uno sull'altro, dieci aperti e cento in costruzione. Un enorme cantiere.
Muoversi il più possibile, conoscere persone e abitudini, capire. E' il modo migliore per vivere.
Albania da visitare, comunque.
Mi ha sconvolto però vedere, sul passeggiatissimo lungomare, più della bambina rom di due anni, dagli occhi di vita, che presenta il palmo della mano, a chiedere una moneta di cui non ne conosce neanche il valore, un cucciolo di orso legato per il naso.






Mi ha sconvolto vedere la gente intorno, la polizia, e nessuna coscienza.
I delfini ci avevano accompagnato verso Saranda, regalandoci  momenti di incredibile felicità, come ogni volta.
Chissà perchè poi... arrivano i delfini e, di colpo, l'umore dell'equipaggio diventa alto e livellato.
Chi ha coscienza, gioisce ad ogni espressione libera della natura. Forse è questo il motivo.
L'individuo che esibisce la povera creatura, ha una faccia che racconta la sua vita.
Lo guardo negli occhi, lui capisce, credo, spero, il mio sentimento.
Intorno a me, famiglie con bambini che toccano l'orso e sono felici per il bizzarro incontro.
Mi allontano.
Due ragazzi di nome Edison, uno capitano del porto, conosciuto qualche ora prima in banchina,  l'altro gestore di un chiosco di Kebab, ci invitano, con la tipica insistenza della gente calda del mediterraneo, a sedere con loro. Impossibile rifiutare.
Gustiamo un ottima pita, si parla.
Il capitano Edison ha un stipendio buono, l'altro Edison no. Vuole partire, parla un ottimo italiano.
"In Albania si può fare tutto, non c'è legge" dice,  "lo Stato pensa a se stesso".
E' da un anno laureato in economia, viene da un paesino a sessanta kilometri da Saranda e si spacca la schiena per duecentoquaranta euro al mese. L'Italia, se l'Albania non cambierà, è il suo obbiettivo.
Spera di trovare il modo per avere il permesso di soggiorno.
Belle persone i due Edison, rassegnate purtroppo. Il futuro dell'Albania lo vedono quasi peggiore del suo passato.
Non ci permettono di pagare, salutiamo e tornando a bordo partono le riflessioni, tra di noi.
Torneremo presto.

La danza degli orsi:
http://lionking.forumcommunity.net/?t=32766469
http://www.fondationbrigittebardot.fr/site/actu.php?id=40128&IdCat=


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