martedì 17 novembre 2009

Corsi di vela 2009-2010


Ripartono i corsi di vela su cabinato organizzati dalla scuola vela Smarè.
Strutturati su quattro moduli, sono rivolti a coloro, che intendono maturare l'esperienza necessaria per la conduzione, in sicurezza e autonomia, di un cabinato a vela.
Le barche utilizzate saranno di lunghezza compresa tra i 10 e i 12 metri.
I moduli che proponiamo sono i seguenti:

Base: dalla nomenclatura ai primi bordi. Quattro giornate, per prendere confidenza con la barca, per conoscere l'utilizzo delle dotazioni di sicurezza, il metodo migliore per muoversi a bordo senza farsi male. Dopo una lezione teorica, affronteremo navigazioni con vento medio in cui tutti si alterneranno nei vari ruoli, dalla regolazione delle vele al timone.

Avanzato: sono ammessi coloro che hanno già frequentato il corso base o hanno avuto altre esperienze, anche su derive. Quattro giornate in cui si comincia a far da soli. L'istruttore nel ruolo di supervisore, vi guiderà nella gestione dell'imbarcazione e dell'equipaggio nelle varie situazioni che si presenteranno durante la navigazione che si effettuerà anche in condizioni di vento forte.

Stage ormeggio: l'ormeggio è una delle situazioni più delicate che bisogna affrontare nel corso di qualsiasi navigazione ed è per questo che vi dedichiamo un intero stage. In due giornate cercheremo di affrontare tutte le problematiche relative ai vari tipi di ormeggio e, a turno, tutti avranno modo di provare le varie manovre. Ci vuole molto tempo per arrivare ad avere la giusta esperienza per affrontare, con la dovuta calma e sicurezza, questa manovra. Le indicazioni dell'istruttore saranno preziose per evitare danni alla propria e altrui imbarcazione e ilarità tra gli spettatori in banchina.
Crociera-Altura: affronteremo insieme navigazioni tra Salento, Calabria e Grecia. Prepareremo la barca, valuteremo il meteo, sceglieremo la rotta e gli orari, provvederemo alla cambusa e al controllo di tutti gli equipaggiamenti di bordo. Prenderemo poi il mare e, dopo aver stabilito i turni di guardia, affronteremo la navigazione lasciandoci, finalmente, la terra alle nostre spalle. La navigazione d'altura è l'essenza della vela, un peccato non provarla.
Il nostro obbiettivo è rendervi autonomi e sicuri nella conduzione di un cabinato a vela.

Per informazioni e iscrizioni chiamare Gabriele allo 3386965850 o scrivere a info@smare.it










giovedì 22 ottobre 2009

Thomas Ruyant vince la Transat 6.50 2009



Partito da La Charente-Maritime (Francia) il 13 settembre, ha tagliato questa mattina il traguardo di Salvador de Bahia (Brasile), alle 05.30 ora locale, 11.18 in italia, dopo poco meno di 19 giorni di navigazione attraverso l'oceano atlantico, su Faber France, Mini prototipo progetto Finot del '97.

Venticinque anni è alla sua seconda Transat, la prima nel 2007 terminata al 22° posto.

mercoledì 14 ottobre 2009

"Blucontest" concorso fotografico



"Volti e risvolti del mare" è il tema del 1° Concorso fotografico nazionale organizzato da "Smarè scuola vela" in collaborazione con "Salento Factory web agency".

Un invito a cogliere, attraverso la fotografia, gli aspetti più significativi dell'influenza del mare nell'interazione con l'uomo, l'ambiente e la vita.

Il concorso è diviso in due categorie under 18 e over, la partecipazione è completamente gratuita.

Saranno premiate le tre opere più votate per ogni categoria.

Il voto ed un eventuale commento può essere espresso attraverso il sito http://www.blucontest.com/ .

I premi sono i seguenti:

UNDER 18
Primo premio:
partecipazione ad uno dei campi estivi, della durata di una settimana, che si terranno nel periodo Giugno / Luglio 2010 presso la Scuola vela Smarè di S. Maria di Leuca.

OVER 18
Primo premio:
Crociera S. Maria di Leuca – Isole Diapontie (Grecia) per 2 persone , su barca a vela 12 metri della durata di un fine settimana (3 giorni).

Altri premi sono previsti per il secondo e terzo classificato di ogni categoria.

Regolamento ed ulteriori informazioni su:

www.blucontest.com

martedì 6 ottobre 2009

1° Campionato invernale UISP

foto: www.dericcardis.com


Otto giornate di regata con linea di partenza nelle acque antistanti il porto di Otranto ed un percorso a bastone di 10 miglia. Il campo di regata sarà stabilito di volta in volta in base alle condizioni meteo.
Le imbarcazioni saranno suddivise in 3 categorie in base alla loro lunghezza:
3° - imbarcazioni fino a 8 metri.
2° - imbarcazioni da 8,01 a 11 metri.
1° - imbarcazioni oltre 11,01.
Al termine di ogni giornata di regata saranno stilate le classifiche e sarà assegnato ad ogni imbarcazione un punteggio in base all’ordine di arrivo. La premiazione con rinfresco sarà tenuta presso il bar “Il Delfino” sul piazzale del porto.
A conclusione di tutte le prove, l’imbarcazione di ogni categoria che avrà totalizzato il maggior punteggio sarà nominata “Campione d’Inverno 2009/10”.

Programma regate inverno 2009/10
18 Ottobre '09
8 e 13 Novembre '09
10 e 14 Dicembre '09
25 Gennaio '10
24 Febbraio '10
28 Marzo '10

Per informazioni:
Info@salentoinvela.it - tel. 349 5772705 (Marco)

mercoledì 23 settembre 2009

Arrivato!!! Bravo Luca







Eccoci qua, Funchal, incredibile ma vero!!! Per cominciare vorrei ringraziare tutti, ma proprio tutti! Quelli che c'erano e che ci sono, che magari senza neanche saperlo erano in barca con me..... e sono stati molto importanti davvero!!
Per parlare della regata dal punto di vista sportivo non ci si mette tanto, dopo una partenza casuale a causa di un po' di ritardi dovuti alla speranza di domare il pilota automatico, girata la boa di disimpegno su spi grande e via...la barca va veloce, guadagnamo posizioni e teniamo il passo con vicini illustri, fino alle 19.30 dove per fare l'appello al vhf sono costretto ad ammainare lo spi perche' il pilota non ne vuole sapere di andare dritto sotto spi, e qui inizia la fine della spinta agonistica, in ammainata la barca straorza faccio un po' di circo e alla fine tiro a bordo lo spi grande con uno sbrego di un metro, faccio l'appello e mi accorgo che la mura dello spi si e' incastrata in una maniera incredibile tra lo scafo e un timone, quindi mi passo quasi 3 ore e mezzo fuori della barca finche', completamente fradicio, riesco a liberarla.
Dormo 3-4 ore a vele bianche con il pilotino automatico di rispetto, quando mi sveglio provo adare lo spi medio ma giusto a metà issata il pilota perde la barca e via spi in acqua, quindi dentro un timone quindi in 2 pezzi ....A questo punto capisco che per me la regata come competizione e' andata, senza pilota automatico principale con lo spi grande da rattoppare e lo spi medio da buttare....a neanche 18 ore dalla partenza... non male, i giorni sucessivi sono trascorsi molto conservativi, anche perche' le previsioni davano in arrivo colpi di vento anche a 40 nodi fino piu'o meno a Lisbona.... e anche grazie ad un episodio che mi ha reso molto piu' prudente: il boma ha falciato la coperta, scagliandomi nella notte, solo la cintura di sicurezza mi ha tenuto mezzo a bordo, ma che legnata...dopo Lisbona il tempo ha iniziato a migliorare permettendoci di ritirare fuori lo spi grande rattoppato e di goderci una tranquilla navigazione fino a Madeira. Ho fatto un arrivo a Madeira tragicomico....a circa 35 miglia circa 15-25 nodi di vento inizio gia'a sognare un arrivo trionfale sotto spi a 12 nodi di velocita'ma.... lo spi grande ha deciso di arrotolarsi sullo strallo di prua, in maniera da lasciare una bella orecchia che prendesse vento ma rendendo impossibile tirarlo giu', quindi le scelte sono 2 o vado in testa d'albero con mare e vento di notte e a colpi di coltello libero lo strallo per poter almeno issare il fiocco o vado di sola randa fino all'arrivo sperando che ilvento mi rimanga amico e non mi spinga sugli scogli di madeira perche' sarebbe poco simpatico naufragare all'arrivo....inutile dire che la fortuna mi ha sorriso ancora una volta e sono arrivato a tagliare il traguardo con lo spi arrotolato...
questo per dirvi quello che e' sucesso fuori, per dirvi quello che e' successo dentro la mia testa mi ci va ancora un po' di tempo, ma posso dirvi che sono contento che una volta tolta la marcia da regata, il viaggio ha preso una dimensione completamente diversa e per dei giorni ho trovato un equilibrio, uno stato di benessere raro,anche se ovviamente alternato a qualche momento in cui mi chiedevo perche' c...o ero lì...
saluti a tutti
Luca

giovedì 10 settembre 2009

Luca Tosi: tre giorni al via.


Luca è a La Rochelle.


Mancano tre giorni al via. Oltre a Luca, 22 anni di Venezia, il più giovane, altri otto italiani sfideranno l'Oceano sui barchini da sei metri e cinquanta. Distanza da coprire 4200 miglia.




Il sito della regata:






Il sito della classe:


mercoledì 24 giugno 2009

VELE NEL PARCO 2009: un successo!



La terza edizione di Vele nel Parco, si è conclusa.


Venti imbarcazioni hanno accettato l'invito e si sono presentate venerdì sera all'imboccatura del porto turistico di S. Maria di Leuca. A fatica, a causa dei lavori di ampliamento che, in questo periodo, stanno interessando il porto, tutti hanno avuto la possibilità di ormeggiare le barche e partecipare alla festa che si è tenuta presso la sede della scuola vela Smarè.


La musica di Italian Swing Connection, la folta presenza di regatanti, amici e sostenitori della manifestazione, che è ormai diventata una classica del Salento, il ricco buffet e l'impegno di tutti coloro che hanno collaborato all'organizzazione, hanno fatto scivolare via le ore che mancavano alla partenza.


Sabato ore 09.00 briefieng. Vengono comunicate le istruzioni di regata. Cancello a Porto Badisco. Una boa infatti, appositamente posizionata dal gommone dell'assistenza, costringerà tutti gli equipaggi a passare a circa un miglio dalla costa.


Ore 10.00 Partenza! Che emozione vedere, nelle acque di Leuca, venti imbarcazioni che allo scoccare dell'ultimo minuto si posizionano tutte sulla linea di partenza, di bolina.


Presto però, le differenze tra gli equipaggi emergono...spuntano le prime vele colorate, jennaker e spinnaker.


Solo chi è riuscito a tenere sù lo spinnaker ha potuto raggiungere la boa di Porto Badisco con una traiettoria pressochè rettilinea mentre gli altri erano costretti a compiere dei bordi che facevano perdere del tempo.


Primo assoluto, alla fine, ancora "Great Expectations", l'X41 timonato da Francesco Chiarello, secondo posto per "Archimede" il J24 timonato da Donato Sansò e terzo l'EC26 di Patrizio Schifa.


La premiazione e l'immancabile buffet, negli spazi del Bar del Porto di Otranto, concludono questa terza edizione che ha regalato momenti di grande aggregazione, sempre nel segno del rispetto per l'ambiente.
Vele nel Parco, è la regata di chi, ogni volta, percorrendo via terra o via mare, il tratto che separa Otranto da Leuca, inevitabilmente, si emoziona.
Grazie e alla prossima edizione.
*

venerdì 12 giugno 2009

LA GRANDE ONDA di Vittorio Malingri




Cari Amici
il 18 giugno uscirà in libreria il mio nuovo libro "La Grande Onda".
In questo libro racconto dell'avventura del record Atlantico dello scorso anno e di tante altre avventure che, nel corso degli anni, ho avuto il privilegio di vivere in mare.
Dovrebbe essere un buon libro, specialmente per chi ha la passione per la vela, l'avventura e i grandi viaggi.
L'intento è quello di fare una fotografia del mio mondo, della vita di uno, che come me, ha dedicato tanto tempo e passione ad inseguire i sogni di navigazioni sempre diverse e più impegnative.
Spero che vi piacerà, che permetta di farvi un idea più precisa di quello che è oggi la vela oceanica, di riscoprire i valori che spesso abbiamo perso nella nostra società ma che sono sempre uguali e presenti per chi vive immerso nella natura e alla ricerca di una dimensione di vita più umana e semplice.
Io al momento sono a casa nel mio agriturismo vicino a Gubbio, da quando sono sceso dal mio piccolo catamarano in Guadalupa non ho praticamente più navigato perchè dopo queste imprese, che assorbono totalmente anima e corpo, bisogna sempre dedicare tempo ed energie a sistemare tutto il resto, che si era tralasciato per mesi.
La situazione continua a non essere favorevole al ritrovamento di budget da dedicare a nuove imprese sportive, ma insisto nella ricerca che spero darà i suoi frutti non appena il mondo si rimmetterà in condizioni più normali.
Ho davanti a me ancora due imprese con il piccolo cat, che nececessitano di budget molto contenuti e che potrebbero essere iniziative giuste anche per questi "tempi duri".
Si tratta sempre di record in Atlantico: uno sulla stessa rotta da Dakar a Guadalupa ma in due a bordo invece che in solitario, l'altro invece ancora in solitario ma con una rotta leggermente diversa da Gran Canaria a Guadalupa.
L'altro progetto è assai più impegnativo, ed è un altro dei sogni che inseguo da tempo: il record del giro del mondo senza scalo in solitario controvento, cioè girando il mondo verso ovest. Per questo ci vorrà anche un pò di fortuna oltre che tempi migliori.
Per chi è già stato a navigare con noi e per coloro tra di voi che hanno voglia di oceano ho una buona notizia: io e Giovanni abbiamo deciso di rimettere in acqua in nostro bellissimo ketch Elmo's Fire e dare di nuovo il via ad una serie di corsi di navigazione d'altura.
Il programma inizia ad Aprile 2010 con una traversata Atlantica dall'Italia a Martinica, seguirà subito il ritorno, in maggio/giugno, e poi la stagione in mediterraneo. La novità è che ci dedicheremo esclusivamente alla scuola vela, ci sarà quindi la possibilità di navigare con noi anche in mesi come Luglio e Agosto, che prima erano dedicati esclusivamante al charter.
La base estiva sarà quasi sicuramente S.M. di Leuca e le crociere tra le isole della Grecia ionica ed in Egeo.Un caro saluto a tutti nella speranza che possiate godere di qualche buona navigazione nella vicina estate mediterranea.
Vittorio
Vittorio Malingri
La grande onda
Storia di un record e di altre regate oceaniche
LONGANESI
in libreria il 18 giugno
Scarica la scheda di presentazione del libro
Le prime pagine in anteprima...
Leggi l'articolo su FARE VELA di giugno
Questa sera alle ore 23 Vittorio sarà ospite a L'Era Glaciale intervistato da Daria Bignardi.
Da non perdere!

mercoledì 10 giugno 2009

Italian Swing Connection in concerto per VNP 2009


Sarà allietata dalla musica swing degli anni '40-'50, la serata di apertura di Vele nel Parco 2009. Venerdì 19 giugno, ore 21.00, presso la sede della scuola vela Smarè di Santa Maria di Leuca.

lunedì 11 maggio 2009

mercoledì 6 maggio 2009

RADUNO NAUTICO DELL'ARTE Salento - Grecia


Dal 30 maggio al 2 giugno saremo ad Othonoi
con tutti gli amici, navigatori e/o musicisti,
per festeggiare il quinto anniversario del
"Raduno nautico dell'Arte" e della voglia di stare insieme


Imbarco a Leuca venerdì 29 maggio in serata
sabato 30 mattina, navigazione per Othonoi e partecipazione al raduno
e le sue complicazioni (musica, danza, cibo ed altro)
domenica 31 e lunedì 1 giugno, a spasso per le isole Diapontie
martedì 2 navigazione per Leuca e sbarco in serata.

Per informazioni:
Gabriele 3386965850
oppure compila il modulo di contatto
*

mercoledì 8 aprile 2009

"Le stanze di Mogador" di Gianluca Favetto

Il nuovo romanzo di Gianluca Favetto
da oggi in tutte le librerie
*
Smarè, Elissa IV e il Salento ci son cascati dentro
Buona lettura
*

Damir Babic scatta. Solo dopo lo scatto, può dire che vede. È un fotografo e un viaggiatore. Viene da Sarajevo, dove ha vissuto la guerra. Sente di non appartenere a un unico luogo, è puntato sul mondo come il mirino della sua macchina fotografica. Un giornale lo manda in Sicilia per un reportage su delle maschere di pietra, tremila teste strappate alla montagna. Si ferma in un piccolo hotel con un nome che gli piace, Mogador. Poche stanze, pochi ospiti.
È qui che la sua curiosità s’accende e inizia finalmente a vedere. Gli incontri si fanno torbidi e incandescenti. Fra tutti, quello con Salvatore Puma. Un delinquente, forse. Uno che, in lotta con il mondo, cerca la sua rivalsa lavorando nell’inferno di una nave spiaggiata e smantellata da un esercito di miserabili. Insieme a lui Noura, la sua donna, che dalla Somalia ha portato silenzi e ninne nanne. Damir si muove e osserva, e quelli che conosce lasciano un segno. Come il Comandante, che beve e racconta. Come Elena Moncada, che ha un sorriso e una cicatrice da amare. Le stanze di Mogador è una storia di incontri, di luoghi e di occasioni lontano dagli spazi della legge. Un romanzo con il respiro del mare, che copre e scopre, lascia, porta via, sorprende.

Gian Luca Favetto è nato a Torino nel 1957 e scrive. Collabora con la Repubblica. È critico cinematografico e drammaturgo. Ideatore del progetto Interferenze fra la cittàe gli uomini, www.interferenze.to.it.Conduce programmi su RadioRai. Ha pubblicato le poesie La collina delle streghe(1980), Il buio e la memoria (1982), L’ultima meraviglia (1989) e Il versante accogliente dell’ombra (1996), i racconti Chiunque va a piedi è sospetto (1992), il romanzo Tommaso Torelli, inseguitore (1994) e il saggio Hemingway (1997). Con Mondadori ha edito A undici metri dalla fine (2002), Se vedi il futuro digli di non venire (2004), Italia, provincia del Giro (2006) e La vita non fa rumore (2008). A marzo di quest’anno per Interlinea è uscita la raccolta di poesie Mappamondi e corsari.

blog.verdenero.it

I crimini contro l'ambiente sono crimini contro di noi, il futuro dell'ambiente è il futuro di ciascuno di noi: da questa consapevolezza prende le mosse VerdeNero Blog, spazio di discussione e catalizzatore di conoscenze e proposte critiche sui temi dell'ecomafia raccontati dalla collana di narrativa VerdeNero.

lunedì 6 aprile 2009

Elissa IV e il piccione viaggiatore



Elissa IV, ieri, è tornata a Leuca, dopo una sosta lavori di tre settimane a Crotone.
-Perchè Crotone?
A Crotone abbiamo trovato la società "Porto Vecchio Services", un cantiere attrezzato che oltre ad avere dei prezzi molto convenienti, esegue ogni tipo di manutenzione con cura e maestria.
Per noi navigare è un piacere, quindi le settantadue miglia che separano Leuca da Crotone non sono un ostacolo ma uno stimolo.
Ieri, nel corso di una navigazione di rientro a Leuca, dopo venticinque miglia di bolina stretta con mare formato, circa 20 nodi da nord, il vento ha cominciato a ruotare verso nord ovest regalandoci una navigazione più tranquilla.
Verso mezzogiorno abbiamo visto volare sulle nostre vele un piccione. Abbiamo capito subito che cercava un passaggio.
-Stiamo fermi! Si fermerà sulla barca.
Dopo qualche secondo non era sulla barca ma nella barca.
Tavolo da carteggio per la precisione.
Piccione viaggiatore moderno. Sulle zampine aveva due braccialetti giallo-blu con stampigliato il numero ...............
Non volevamo spaventarlo. Infatti lui si è subito rilassato lasciando due ricordini sul portolano, esattamente uno su Porto Cesareo e l'altro su Campomarino.
-Ok, non è che solo perchè sei stanco puoi comportarti in questo modo...stai su questa carta e non esagerare.
Ci ha fatto compagnia per cinque ore. E' ripartito nel momento in cui è uscito il sole.
In mare, questi incontri, per nulla sporadici, caratterizzano le navigazioni che diventano così, indimenticabili.




mercoledì 25 febbraio 2009

Autocostruzione di una barca a vela

L'insano pensiero di costruire una barca a vela attraversa spesso la mente di ogni velista.

Poi si fanno due conti, ci si guarda intorno specie nel mercato dell'usato, si chiede qualche consiglio e finalmente questo pensiero passa, almeno per un pò.

Giuseppe invece, sta percorrendo la strada più dura, l'autocostruzione di un cabinato di 8,50 metri.

Seguiremo la sua avventura pubblicando periodicamente le foto e il racconto dell'avanzamento lavori.

Auguri Peppe e speriamo di veder presto realizzato il tuo sogno.








domenica 8 febbraio 2009

Crociere Grecia 2009


Si ricomicia, abbiamo tre partenze certe:
Pasqua il 12 aprile,
Pasqua Ortodossa il 19 aprile,
1° maggio.

Per la prima Pasqua andremo vedere che aria tira a Fanò e Merlera. I profumi della primavera sull'isola, nei sentieri tra abeti e ulivi e chissà, magari anche un bagno nella baia di Calypso.

Partenza sabato mattina e ritorno lunedì sera.


Per la Pasqua Ortodossa invece, ci aspettano a Corfù, non possiamo mancare.
La festa greca per eccellenza, le bande e le processioni fin dalla mattina, il lancio dalle finestre delle "capase" piene d'acqua, la raccolta dei cocci, i fuochi d'artificio, il fiume di gente e la notte nei locali....

Partenza venerdì mattina, molto presto, ritorno lunedì sera.


Il 1° maggio Fanò e Merlera.
Si ripete il giro, ma in mare una navigazione non è mai uguale all'altra, e su isole che quando va bene sono abitate da ottanta anime, qualsiasi novità, non passa inosservata.
Impossibile restare indifferenti allo quiete dell'isola e dei suoi abitanti.

Partenza venerdì 1° Maggio e ritorno domenica sera.




3386965850

info@smare.it

martedì 3 febbraio 2009

Samantha Davies


La ragazza che col suo sorriso ha colorato l'intera regata.

Ci ha fatto compagnia anche nei momenti più difficili, momenti in cui anche noi semplici spettatori del web, non siamo riusciti a trattenere smorfie di preoccupazione.

Lei, con una costanza disarmante, ha tenuto la sua posizione, senza esitazione ha deciso di supportare da vicino il compagno in difficoltà per la frattura di un femore, ed ora, in terza posizione, si accinge a raggiungere le coste della Francia dove incontrerà migliaia di persone che non aspettano altro che vederla arrivare gonfia di felicità.

Michel Desjoyaux vince la Vendée globe





Michel Desjoyeaux, skipper di Foncia, ha tagliato il traguardo di Les Sables d’Olonne alle 15.11.08 UTC di ieri, 1 febbraio 2009, è la sua seconda vittoria nel giro del mondo in solitario senza assistenza e senza scalo. 84 giorni, 3 ore e 9 minuti in mare migliorando di quasi tre giorni il precedente record della Vendee Globe (edizione 2004-2005) di Vincent Riou.

giovedì 29 gennaio 2009

Roland Jourdain perde il bulbo


Roland Jourdain è in avaria a 1700 miglia dal traguardo.

Probabilmente a causa dell'impatto con un cetaceo la chiglia della sua barca ha perso il bulbo. Il navigatore ora cerca di raggiungere l'arcipelago portoghese per effettuare, se possibile, le riparazioni necessarie a riprendere il cammino verso Les Sables d'Olonne.

Chissà se riuscirà a terminare la regata, ma è certo che veder sfumare tutto il lavoro, quando si è al secondo posto, non dev'essere facile da digerire.

mercoledì 28 gennaio 2009

Un uomo di coraggio

Scritto da Mauro Maggio

"Alex ha vinto. Alex è arrivato dove un uomo di coraggio può arrivare: al limite estremo di sé. Ed è sopravvissuto. Non ha raggiunto l’obbiettivo prefissato, ma è arrivato fino al fondo di quanto poteva.
Per questo – credo davvero – ha vinto ampiamente la sua battaglia. Onore ad Alex.
Esattamente due mesi fa, il 14 ottobre, scrivevo di lui e della sua straordinaria impresa (vedi qui). Salpato lo scorso 21 febbraio dal Perù, per raggiungere (su una barca a remi!) Sidney,
in Australia, dopo diecimila miglia marine(circa19.000 Km) di oceano.
Beh, i giornali dicono che “si è arreso” a 65 miglia dalla meta (poco più di 120 km, dopo averne percorsi oltre 18.000…). In realtà lui è arrivato fino alla fine, poiché il limite (e che limite, quasi
inumano!) era solo dentro di lui. La meta prefissata non era che un punto segnato su una mappa, ma il raggiungimento reale era un altro punto, impresso a lettere di fuoco nel suo cuore.
Diecimila miglia marine sono un numero, anche elegante da leggersi. Ma per lui sono stati dieci mesi di freddo, fatica, vesciche alle mani, cibi liofilizzati, sale dovunque – sulle labbra, nel naso, a bruciare gli occhi – e ogni cosa sempre fradicia, giorno e notte, senza requie. A un certo punto il cervello dice “basta”, l’autocommiserazione si fa strada, le emozioni si rincorrono, e la paura ancestrale di quella massa d’acqua infinita con tutti i mostri che la fantasia partorisce si fa più grande ogni momento.
Eppure Alex ce l’ha fatta. Alex ha vinto. Ha vinto soprattutto perché, prostrato e al limite della sopravvivenza, ha saputo chiedere aiuto.
E potete ben immaginare quanto questa “resa” costi a un uomo che da dieci mesi rema contro ogni limite fisico e psicologico. È un’ ennesima prova di coraggio: vincere anche contro l’ ego e l’orgoglio più sfrenato che l’avrebbe portato a morire piuttosto che cedere.
Per questo rendo onore ad Alex, e alla sua compagna, che l’ ha seguito e assistito per tutto questo viaggio ad affrontare la paura dell’ignoto. Credo che si sia “arreso” anche per lei.
E questo è un buon segnale, quello che distingue gli uomini di coraggio dagli altri.
Quelli che, guardando a viso aperto la morte, amano più di tutto la vita. E la sanno vivere per intero.
Oggi Alex parlerà alla stampa. Probabilmente tutte le TV – per un giorno o due –
ne esalteranno l’ impresa. Vi esorto però a non ascoltare i giornalisti che cercano il “colore” per il loro pezzo, ma a guardare quell’uomo negli occhi.
Scoprirete qualcosa di grande e dolcissimmo".

domenica 25 gennaio 2009

Canale d'Otranto in MIX 5000




Leuca. I primi di settembre 2007.
Sono le 4, qui al bar non c’è più quasi nessuno. Il problema è che non abbiamo voglia di dormire. Ma di partire.
Torniamo a casa. Mi vesto come se devo andare in spiaggia e infilo nello zaino: pantaloni, giacca della cerata (mica tanto cerata, me ne accorgerò), coltellino e bussola da campeggio. Ok, qui non mi serve più niente. Ora alla sede (Smaré). Prendo: 3 birre, una scatoletta di tonno, dei razzi di segnalazione scaduti. E siccome non bisogna correre rischi inutili prendo un’altra birra e mentre la bevo do un’occhiata al meteo, il vento è buono, il mare… vedremo. Meglio lasciare qualche segnale anche; su un post-it minuscolo giallo con una calligrafia da prescrizione medica scrivo “rotta 90°” e lo lascio sulla scrivania. Chi vuoi che non si accorga del messaggio e chi vuoi che non capisca cosa significa e chi l’ha scritto? E’ proprio tutto, possiamo andare. E giù per il sentiero che porta alla spiaggia e alle barche ancorate sugli scogli vicino.
Ecco Neve. Acqua fino alle ginocchia per arrivarci. Zaino “sottocoperta” e fuori le vele. Armo randa e il fiocco ma lo imbroglio, se ci serve lo tiriamo su. C’è un 4 cv sulla mia barchetta a vela di 5 metri, non so quanta benzina per cui è meglio risparmiarla. Mollo ormeggi a poppa e lascio che il vento N-NE metta la prua al vento. Su la randa, molla ormeggi a prua e vai. Si esce dal porto a vela noi, anche col buio. Sono le 5 e tra poco sorge il sole. La barca fila e con un paio di strambate siamo già oltre il Meliso con la prua ad est.
Fantastico. Un’alba meravigliosa. Che colori. E che emozione. Indescrivibile. Davanti al sole che sale nitide la costa le montagne dell’albania sembrano vicinissime si possono quasi toccare. Ed ecco Fanò, sono solo 48 miglia.
Il sole è ormai fuori dal mare, se si voleva vedere l’alba ora si può anche tornare indietro, ma ormai ci siamo. Arrotolo una sigaretta e bevo una birra. Continuiamo un altro po’, andiamo avanti. Per di più c’è un bel vento sui 20 nodi, la barca fila, basta mollare un po la scotta sotto raffica, e le onde, un metro e mezzo due non danno fastidio, la barca sale e scende dolcemente.
Il tempo passa veloce che non te ne accorgi, le sei, le otto, le dieci. Ogni tanto uno sguardo alla bussola appesa al collo. La rotta è giusta. L’altra sponda è li ancora visibile e sempre più vicina. Dietro invece il salento è una striscia sottile, appena percepibile. Siamo in mezzo al canale d’Otranto! Mi viene da proseguire, arrivare dall’altra parte.
C’è bisogno di comunicare. Il cellulare prende a tratti il segnale della rete greca. Allora sms a Gabriele, dai prendi Elissa e vieni anche tu… Ma nessuna risposta. Invece dopo un po mi chiama Maurizio, vuol uscire a fare un giro in barca, ma la barca non c’è, dai Federico vieni a prendermi. Non è così semplice Maurizio, ci vuole un po di tempo… e gli spiego la situazione. Non ci crede ovviamente. E quando richiama e gli risponde una voce automatica di qualche operatore greco, bhe anche dietro al Ciolo si prende la rete Greca no? E’ uno scherzo, anche perché il mare è incazzato e c’è troppo vento, è uno scherzo, stai nascosto chissà dove adesso prendo la barchetta a motore e ti trovo. Non mi trova e inizia a preoccuparsi, dai Gabriele andiamo incontro a Federico. Ma Gabriele non ci pensa affatto (grazie per la fiducia!). Mi dispiace Maurizio, una domenica pessima per te. Le telefonate quando prende sono più intense. Non sappiamo che fare, sarebbe bello arrivare dall’altra parte, ci siamo quasi, ma poi? Che dico siamo a Fanò per una cenetta si torna domani? Tanto più che non ho che 5 euro nel portafogli e non penso che accettino carta di credito. Ok allora si torna, un po dispiace ma meglio così. A mezzogiorno una virata, l’unica dopo 7 ore. A una media di 5 nodi: 7x5=35 miglia percorse, Fanò era proprio lì. Allora vediamo, adesso rotta 270° e magari è meglio anche un po più su. Non si vede terra e non se ne vedrà per 2 ore infinite.
Epilogo
Ci siamo, sono le 17, mancano poche miglia, ormai siamo vicini. Ma il vento è calato, giù la randa e vai col motore. Vicino al Meliso c’è Gabriele su Elissa con Lucia e Chiara, salutano, Fede vuoi qualcosa? Saluto con la mano e sforzo un sorriso, ma sono troppo stanco e teso. Dodici ore e più al timone, ho il culo piatto! Alle 18,30 sono nel mio letto, le vele piegate e la barca lavata. Dormirò fino al giorno dopo.
Se a volte ho usato il plurale è perché con me c’era qualcuno, non so, la mia buona stella o il mio angelo custode che mi hanno accompagnato. La settimana dopo il timone si è rotto! Senza conseguenze, eravamo vicini a Leuca.
Per il resto è stata una bella avventura. Ecco alcuni dettagli delle ore trascorse a bordo: oltre alle 3 birre ho bevuto anche un litro d’acqua che era in cambusa e tarallini che non mancano mai grazie a Maurizio. Alle 10 la mia cerata era zuppa per le onde che si frangevano alle mie spalle, la tragedia è che avevo il tabacco in tasca e si è bagnato anche lui cosicchè niente fumo per tutto il resto della giornata. L’unica volta che ho avuto un po paura e mi sono aggrappato al bordo della barca è quando 20 metri davanti alla prua mi ha attraversato una pinna bella grande tipo film lo squalo. Il fiocco non l’ho tirato su, c’era abbastanza da fare anche solo con la randa. La barca si è comportata benissimo, all’andata una bolina larga e al ritorno una planata continua di lasco finchè mi ha accompagnato il vento.
Un’esperienza bellissima, da ripetere arrivando però dall’altra parte; questo fatto che sono tornato indietro quando ero così vicino mi ha frustrato un po. Ma la prossima volta penso che oltre alla mia buona stella vorrò qualche persona fisica accanto a me, e tutto l’equipaggiamento che richiede una traversata del canale!
Federico

venerdì 23 gennaio 2009

MIX 5000: velocità e divertimento a vela

MIX 5000, una miscela di performance, confort e divertimento. Sono le barche che la scuola vela SMARE' utilizza per i corsi di vela dai 14 anni in sù , per il noleggio e per regate tipo match race.

CARATTERISTICHE
LFT m 5.40
LA 2.29
IMM 0.12 - 1.40
HA Albero 8.20
Randa mq 14.50
Fiocco 6.50
Gennaker 30.00
Omol CE P 1—6

Deriva a baionetta, albero rotante, bompresso retrattile


LE PANCHE COSTITUISCONO DEGLI ECCEZIONALI PRENDISOLE
QUATTRO ASOLE PORTAOGGETTI APERTE IN POZZETTO
GAVONCINO A PERTO A PRUA PER L’ANCORA
DISEGNO INNOVATIVO DI CARENA E COPERTA
ESTETICA ACCATTIVANTE




EQUILIBRARA E SENSIBILE, E MOLTO ALTRO...
PERMETTE DI NAVIGARE COMODAMENTE IN GRUPPO
MONOTIPO PER REGATE MINIALTURA E DI CLASSE
FANTASTICO DAY BOAT
PUO’ ESSERE ALATA SULLA SPIAGGIA MEDIANTE RULLI
ADATTA AL CAMPEGGIO NAUTICO
FACILE RISALITA DOPO IL BAGNO DALLO SPOILER
PICCOLA TUGA CON DUE CUCCETTE E SPAZI SOTTOCOPERTA


mercoledì 21 gennaio 2009

Nifta Maiu: da Leuca a Kos

Alla fine l’ho fatto!

Nel luglio 2006 sono partito da Leuca con la mia barchetta e, percorrendo a ritroso la rotta che gli antichi naviganti Greci battevano per raggiungere le nostre coste, sono giunto fino all’isola di Kos, patria di Ippocrate, situata proprio di fronte alla citta turca di Bodrum, l’antica Alicarnasso.

Era da un po’ di anni che ci pensavo: rimettere insieme il collage delle mie innumerevoli incursioni greche per costruire un’esperienza organica non solo dal punto di vista della navigazione a vela, ma anche sotto il profilo culturale e spirituale.

Inizialmente avevo programmato di compiere questa avventura non appena fossi andato in pensione e in questi pannicelli caldi mi ero cullato per un paio d’anni senza concludere nulla di concreto.

Poi una mattina di febbraio di un anno fa, uscendo dalla doccia avvolto nell’accappatoio, mi sono piazzato di fronte alla grande carta nautica inglese n°1439, quella che rappresenta il mediterraneo dalla Sicilia alle Cicladi e che fa bella mostra di se in una cornice di mogano all’ingresso di casa mia.



Ho cominciato a rimuginare con espressione corrucciata ed improvvisamente ho realizzato che:In pensione bisogna prima arrivarci Bisogna poi arrivarci vivi L’unica certezza è che la vita è qui ed è adesso. E allora vai, questa volta si parte!

Chiamo Renato, l’amico di Brescia, bravissimo skipper col quale ho condiviso tante esaltanti avventure marine e gli butto là l’idea: non ha bisogno di farsi pregare ed il progetto prende forma. Partiremo io a lui a fine giugno, coprendo in un sol fiato le 240 miglia che separano ( ma forse dovrei dire uniscono) Leuca da Corinto, navigando giorno e notte. Là ci raggiungeranno mia moglie e mia figlia alle quali voglio risparmiare un simile ( per loro) stress; quindi, percorrendo il mitico stretto di Corinto, ci riverseremo in Egeo attraversandolo tutto da ovest ad est fino a fronteggiare le coste turche.

Per preparare la mia barchetta all’evento non ho badato a spese: pannelli solari, terza batteria, un’infinità di carte nautiche, due GPS e, soprattutto, un corredo di vele nuove per affrontare le zampate del Meltemi, una sorta di monsone estivo che picchia duro in Egeo dai quadranti nord. E’ stato un po’ come confezionarle l’abito da sposa per il primo vero viaggio di nozze insieme: per qualcuno son soldi buttati perché quell’abito si usa una volta sola ( sì, perché anche se ci si risposa generalmente si è ingrassati di almeno 25 kg ed il vecchio abito non entra più), ma son contento di averla fatta sentire una regina!

Ma adesso, amici miei, non vorrei tediarvi con la cronaca del viaggio se non per accennare ad alcuni momenti topici. Potrei giusto far cenno all’emozione che ci ha ammutoliti nell’attraversamento dello stretto di Corinto nel trovarci sprofondati in uno stretto budello cinto da arditissime pareti friabili, preceduti da un puzzolente bastimento albanese che ci faceva assomigliare ad un topolino al seguito di un cammello macilento.

Potrei rammentare il violento groppo, con raffiche fino a 50 nodi, che ci ha beccato sotto Egina e ci ha accompagnato per buona parte della notte fino a quando stravolti, alla luce maligna di una livida alba, non siamo giunti in vista dell’isola di Sifnos con il suo villaggio di cupolette azzurre e mulini a vento, la Chora, pigramente ammiccante sul crinale del cupo monte che domina il porto. Ma più che parlarvi dei singoli luoghi vorrei piuttosto soffermarmi sugli aspetti emotivi, sulle suggestioni sensoriali e, soprattutto, sul continuo Deja vu che ha contrassegnato l’intero viaggio; non tanto un deja vu personale, quanto culturale, etnico…

Mi spiego meglio: questo viaggio ( volutamente non lo definisco, riduttivamente, crociera) è stato un tuffo nella memoria, una nuotata verso la sorgente della mia storia di uomo mediterraneo e, segnatamente, salentino. I colori, i suoni e gli odori di quelle isole profumate di timo; e le vecchiette vestite di nero; le torme di ragazzini e gli asinelli impastoiati in mezzo ai campi arsi; e la luce, la luce soprattutto, che sfavilla imperiosa e gaia su ogni cosa animata e non… Bene, tutto questo mi appartiene, attiene alla mia infanzia salentina quando, dalla finestra della mia casa di via Giotto, vedevo la vecchietta vestita di nero della casa di fronte e i miei compagni di scuola giocare a “bbulla-bbulla”; o il vecchio Uccio col suo asinello, giardiniere nella campagna di mio zio; e poi Torre Mozza, che nel ’66 si presentava con una spiaggia bianca immensa, la torre cinquecentesca, una chiesetta bianca ed un negozietto di alimentari e cianfrusaglie varie ed avrebbe potuto benissimo essere un villaggio su un’isoletta greca.


Perché, infine, questa è la convinzione che si trae: Salentini e Greci siamo tutti figli della stessa Dea Madre Mediterranea e quando ripenso ai miei studi liceali ormai lontani mi rendo conto che quell’arte e quell’epica, quell’estetica e quell’etica non potevano che nascere in quel mondo di profumi e di luce di cui il nostro Salento è in definitiva, seppur con le sue peculiarità storiche e culturali, l’estrema propaggine occidentale. Una volta, durante una passeggiata per le colline di Fanò, un vecchietto a cui avevo chiesto a gesti di poter bere, mentre mi versava in un bicchiere della fresca acqua di cisterna mi chiese da quale parte d’Italia provenissi;

“Leuca!” risposi, non senza enfasi e, per farmi capire, disegnai per terra con un ramoscello il profilo del tacco italiano indicandone poi la punta estrema.


Il suo viso cotto dal sole allora si illuminò. A gesti mi fece capire che dall’alto di Fanò , quando l’aria è tersa, loro ci vedono molto bene perché la nostra costa è più bassa e regolare rispetto alle loro aspre scogliere. Poi, mettendomi paternamente una mano su una spalla ed indicando prima il suo volto e poi il mio, mi disse con il suo buffo accento: “Una facia, una raza”.

Bene, non mi vergogno a dire che mi sono profondamente commosso e che da allora io, pur europeista convinto, mi son reso conto che la nostra integrazione alla casa europea non può avvenire che attraverso il pieno recupero della nostra identità, spesso negletta, che è un’identità mediterranea o, per essere più precisi, mediterranea orientale capace di evocare identiche emozioni e suggestioni da Torre Mozza a Cipro.

Infine un ultimo episodio. Levitha, minuscola isola delle Cicladi orientali dotata di una splendida baia naturale ridossata dal Meltemi , presenta nel suo cuore una minuscola radura coltivabile circondata da una corona di rocce impervie brulicanti di caprette nane.

Qui, in una masseria bianca con finestrelle azzurre e pergolato, vive un patriarca pescatore che con la sua paranzetta esce a pesca ogni dì mentre i suoi due figli maschi, con le rispettive famiglie traboccanti di bambini, si son riconvertiti imprenditori. Infatti uno di loro ha posizionato dieci gavitelli nella baia e li affitta per 5 modesti euro ai velisti che giungono al tramonto, stanchi dopo una impegnativa navigazione alla volta del Dodecaneso. Si avvicina alle barche in transito a bordo di una lancia con a prua un bambino di circa sette anni che gestisce la manovra di accostamento. Chiede gentilmente se si è interessati al gavitello, se sì riscuote e quindi raccoglie prenotazioni per il “restoràn”, cioè per la masseria dove l’altro fratello e le due mogli hanno organizzato dei tavolini sotto il pergolato e dove servono il pesce pescato dal nonno, carne di capretto, olive nere e i prodotti dell’orto.

L’energia elettrica è garantita da una batteria di pannelli solari e da un grosso generatore eolico, più che sufficienti al fabbisogno energetico in un posto dove sole e vento non mancano mai…

Ecco, nella loro primitiva semplicità questa piccola comunità mi ha dimostrato come sia possibile acquisire una mentalità imprenditoriale nel settore turistico senza dover minimamente rinunciare alle proprie prerogative identitarie .

Quando passeggio sul lungomare di Torre San Giovanni, che sembra il corso principale di Honk-Kong, mi viene in mente il modello greco e penso che, per il Grande Salento, ancora tanta strada dobbiamo fare…

Forse tutti dovremmo cominciare a riflettere un po’.


Michele P.

martedì 20 gennaio 2009

Luca Tosi: MINITRANSAT 2009


La sfida veneziana alla minitransat 2009

Luca Tosi veneziano doc, 22 anni spesi nel mondo della nautica, parteciperà alla prossima transat 650, una regata transoceanica in solitario su barche di 6,5 metri!!!

La regata è a numero chiuso – sono ammessi solo 84 minitransat – ed il criterio di selezione consiste nelle miglia realizzate sulla barca con cui si vuole partecipare.

Affrontare una sfida così impegnativa necessita una preparazione lunga e difficile, determinata dal buon senso e dal regolamento decretato dall’organizzazione Classe Minitransat Francese, che dopo l’edizione del 1999, ha innalzato i requisiti minimi richiesti per accedere alla competizione per garantire una maggiore affidabilità degli skipper e delle barche che devono sottostare ad un rigidoregolamento di sicurezza.

Questo regolamento prevede tra l’altro l’aver compiuto 1.000 miglia di regate riconosciute dalla classe e di 1.000 miglia non stop in solitario certificate sulla barca che poi si userà per fare la Minitransat.

Oltre all’allenamento per la regata lo skipper dovrà lavorare con impegno per una preparazione fisica e psicologica notevole: nei periodi a terra è previsto un fitto calendario settimanale di corse, palestra, piscina, accompagnato da uno studio di meteorologia, primo soccorso, carteggio, tattica, studio di altre regate e della preparazione di tutti quei piccoli dettagli che possono fare la differenza.

Buon Vento Luca, seguiremo la tua sfida.

lunedì 19 gennaio 2009

Scuola di vela,di giochi, di vita


La grande avventura dei campi scuola, nello splendido scenario in cui si trova la scuola vela Smarè,mi ha coinvolto ed entusiasmato particolarmente.
Tutto è nato per caso,la mia passione per l'arte e l' esperienza con laboratori per bambini, mi ha fatto imbattere nell'occasione di poter collaborare con Smarè nelle attività con i ragazzi dei campi scuola...è stato amore a prima vista!!!Le persone che vivono Smarè e quelle che vi ruotano intorno arricchiscono quel luogo, come un porto di mare con le sue molteplici storie.Avevo progettato tutto nei minimi particolari per il primo campo scuola,un calendario delle attività, che avrebbe portato i ragazzi a creare numerosi manufatti con materiale di recupero, percorsi naturalistici lungo il litorale per riconoscere piante spontanee,e via dicendo..tutto senza aver fatto i conti con l'intensità e la fatica delle torride giornate estive!non avrei potuto pretendere grande attenzione
dai bambini dopo una faticosa giornata di mare...ed è così che sono cominciati i giochi!
"...quelle dita curiose, quegli occhi indagatori, quei corpicini così carichi di energia, quelle intelligenze assorbenti, sono come l'acqua:si espandono, se trovano chi li ascolta, chi conosce le intime voglie e ne asseconda le aspettative..." passeggiate lungo i pontili che costeggiano il mare di leuca,battute di pesca al tramonto con canne improvvisate e costruite da noi, le mani in pasta di terracotta....litigi e risate;abbiamo condiviso tutto e sei giorni sono sembrati lunghissimi,per le numerose attività e per le belle amicizie, e brevi allo stesso tempo;perchè tutti avrebbero voluto restare ancora e continuare la fantastica avventura!..scuola di vela, di giochi e di vita; i giorni a Smarè fanno crescere ciurme di piccoli uomini rispettosi degli altri e dell'ambiente che li ospita!!una bellissima esperienza ,per i bambini che l'hanno vissuta, e per me che l'ho condivisa.
E non resta che aspettare il ritorno della bella stagione per tornare a Smarè e ricominciare a Giocare.
Daniela

venerdì 16 gennaio 2009

Imbarco gratis ai Caraibi


Da Francesco Rizzi dai Caraibi:


Buongiorno carissimi. C'é la possibilità di navigare qualche giorno ( circa una settimana ) gratis in Brasile.

Un carissimo amico, Marco Volpe, che é bravissimo velista ed istruttore di vela da una vita, cerca qualcuno per trasferire la sua barca da Fortaleza a Salvador.

Qui sotto trascrivo la sua mail. Se qualcuno ha tempo e voglia, sarebbe una bellissima esperienza di vela e di navigazione.

Chi fosse interessato può contattare direttamente Marco all'indirizzo mpgvolpe@gmail.com oppure scrivere a me.Uncaro saluto a tutti e, ovviamente, Buon Vento.


Franco PICCININI

347 8062956




Sono bloccato qui a Fortaleza da circa un mese, senza più equipaggio.

Qui il marina è bello ma il costo è un po' troppo elevato e non riesco nè a navigare nè ad andarmene nella direzione che vorrei, cioè verso Natal che è a sud-est perchè sono ben 250 miglia controvento e controcorrente senza nè ridossi nè affidabili punti di fermata intermedi.

La missione non è impossibile, con equipaggio normale, soprattutto perchè sta per entrare il loro cosiddetto "inverno" (la stagione delle piogge) in cui l'aliseo molla e gira da nord-est.

Ma io non me la sento più di farla da solo, non ho più il fisico.

E' un vero peccato perchè da Natal in giù l'aliseo e la corrente girano a favore ed in una settimana scarsa si arriverebbe a Salvador dove ci sono innumerevoli marina, sicuri e a basso costo, in una baia ridossata, quella di Tutti i Santi, che è la seconda più estesa del mondo.

Quanto a bellezza, c'è chi dice che è addirittura la prima.

In questa stagione i voli con Travelandia e la Livingston (ex lauda-Air) hanno prezzi stracciatissimi, anche inferiori a 1000 euro.Tu hai ancora un considerevole giro di amici che magari avrebbero piacere di navigare in questi posti, belli e molto meno conosciuti.

Io non pretendo granchè, nel senso che non desidero vivere da professionista della vela .

Vorrei solo essere alleggerito delle spese, non fare del charter.

A Salvador il miglior marina, Aratu, costa solo 4 euro al giorno, qui a Fortaleza ben 25 (per mancanza di concorrenza).

giovedì 15 gennaio 2009

Tempesta a Capo Horn




"E' la più grande depressione nelle vicinanze degli ultimi tre mesi ", dice Sylvain Mondon da Météo France. "Da molto tempo non si incontravano delle condimeteo simili in una regata. Questo è il tipo di depressione che lo scorso ha costretto Gitana 13 a cercare riparo per un periodo di cinque giorni, durante il suo record New York-San Francisco. "Chiaramente, la depressione Forza 11 genera localmente nella sua metà settentrionale raffiche da 70 a 85 nodi con onde di 11 metri. Non è il passaggio di Capo Horn in se stesso il pericolo più alto, ma sia l'isola di Stato che lo Stretto di Le Maire che sembrano impraticabili.


Per Sylvain Mondon, l'unica soluzione per i tre marinai nella zona è "raggiungere un rifugio nella Terra del Fuoco, quando i venti soffiano da nord, poi lentamente seguire una rotta verso l'isola al largo dopo il passaggio a sud ovest lasciando la depressione prima. "Brian Thompson ha attraversato Capo Horn alle 4:15 di questa mattina, con solo 6 nodi di vento e ha tempo per decidere la sua strategia. Per Arnaud e Dee, che passeranno Capo Horn questa sera, la situazione è molto più severa.