lunedì 29 dicembre 2008

Vendée Globe e Vittorio Malingri




Seguire la REGATA, per me, è diventato indispensabile.
Non passa giorno che il mio pc non corra verso le pagine del sito ufficiale.
Impresa, libertà, natura, tecnologia, forza, sono fusi in questa competizione dove raggiungere il traguardo è già qualcosa di eccezionale.
Il mio pensiero vola spesso a sud, l'estremo sud, dove non c'è niente, dove si è soli, veramente soli, dove nessuno può raggiungerti.
E lì, dopo cinquanta giorni di navigazione, ci sono loro, persone che di umano hanno ben poco, donne e uomini, ognuno con la propria barca, che affrontano tempeste e che portano avanti un progetto che probabilmente in loro è nato molto tempo prima della partenza.
Ho avuto la fortuna di conoscere Vittorio Malingri, il primo italiano che ha partecipato alla Vendée Globe; è arrivato a Smarè una sera d'agosto, non l'ho riconosciuto.
Abbiamo passato una lunga serata a parlare di barche, di tecnica, di stronzate.
Ogni tanto, nei porti, conosci delle persone che hanno navigato tanto, sulla scrivania di casa, e ti raccontano tutto. Dopo un pò ti rendi conto di parlare con un cretino e tagli corto.
Vittorio non si lasciava andare, solo il suo sorriso sembrava nascondere qualcosa.
Abbiamo parlato molto di vela come se io e lui fossimo allo stesso livello.
Ad un certo punto gli ho dovuto chiedere se mi stesse prendendo per culo.
Diceva di aver costruito una bellissima barca che era ormeggiata a Leuca. Bah...
La serata continua, e arriva il momento di salutarsi.
"Venite a trovarci in barca"
e io: "come si chiama la barca?"
"Elmo's fire".
Mi resi conto di aver parlato tutta la sera con un grande navigatore, mi venne naturale di inchinarmi al suo cospetto.
Nei giorni seguenti abbiamo continuato a vederci ma nei suoi confronti era ormai nata una sorta di malcelata riverenza.
La Vendée Globe la fanno persone che finchè sono a terra sono normali.
Forse il contatto con l'acqua di mare provoca in loro una reazione chimica che li rende pesci.
Io davanti al pc sogno, immagino gli scenari che accompagnano questi navigatori, il freddo, la concentrazione, li vedo dormire quando la barca fila a 18 nodi, ma si può?
http://www.vendèeglobe.org/

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