mercoledì 2 gennaio 2008

Othonoi 28/12- 30/12

Chissà perchè, quando gli altri sono davanti al camino in pantofole a scaldarsi, a noi viene l'idea di trascorrere un paio di giorni su un' isola greca. La più vicina si, ma 48 miglia in una notte di dicembre possono comunque portarti a chiederti perchè lo fai.
Strani questi marinai per hobby, "strano modo di divertirsi" dice la giovane mamma che vede il marito imbarcarsi. Strano vedere altre due persone (coppia), che di vela, lei ne aveva solo sentito parlare, lui aveva avuto qualche non felice esperienza in deriva. Beh, per loro non è stato semplice, chiedetelo alla barca ( ELISSA IV)... era in pena per loro e li coccolava nonostante tutti gli sversamenti di materiale organico dentro e fuori. Moribondi dopo appena 10 miglia. Mare e vento non avevano tenuto conto dei due impavidi che si erano imbarcati.
Alle otto arriviamo, diamo àncora, si pensa di scendere col tender. OK, la pompa? A Leuca, via di bocca, a turni. In barca ci si adatta. La barca tira fuori la napoletanità di tutti.
Si scende a terra, due in esplorazione nel bosco, due in acqua a fare il bagno (hanno riferito dopo di aver trovato l'acqua dell'isola piuttosto calda) ed uno in barca di guardia all'ancora.
La sera arriva presto su un' isola dove la popolazione è composta da 80 abitanti, nessun ristorante aperto, che fortuna!!! Solo per questo infatti ci troviamo a cena a casa di una coppia di ragazzi conosciuti in spiaggia da coloro che, alla fine, con la loro simpatia, le loro sofferenze e le loro stranezze hanno colorato tutto il nostro viaggio.
Grappa calda con miele, ottima, ci scalderà per quelle ore passate a chiaccherare di tutto con gli amici greci.
In questa atmosfera così differente da quello che solitamente viviamo, il pensiero va subito alle persone che domani rimarranno lì, sull'isola, con i loro ritmi, con l'attendere il traghetto che, due volte a settimana, porta loro i viveri e tutto quello di cui hanno bisogno.
Torniamo in barca dopo avere salutato i ragazzi che ci avevano ospitato. Abbiamo salutato anche i nostri amici, che avevano, poco prima, trovato posto per trascorrere una notte tranquilla sulla terra ferma.
Il giorno dopo si riparte. Ora la situazione meteo è più tranquilla e permette a tutti di godere di una rilassante navigazione che in dieci ore ci porta ai piedi dell'imponente faro di Leuca illuminato, che farà commuovere il timoniere del momento; il faro, dal mare e di sera non aveva avuto ancora modo di vederlo. Magia.

3 commenti:

  1. Vivere delle emozioni simili e'per pochi fortunati che scelgono un hobby bello ma difficile.Racconto bellissimo.

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  2. semplicemente: UAO,che figata

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  3. Andar per vela d'inverno nel cuore della notte, attraversando il canale d'Otranto dopo aver allegramente consumato quantità, forse eccessive, di pizza e birra, potrebbe sembrare folle.
    Ma non per noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscere i ragazzi dello “smarè”.
    Con loro, in quei pochi metri che ti sono concessi in un guscio di noce in balia delle scure onde, al freddo, al buio e “menzi stommicati” abbiamo provato sensazioni e piaceri unici ed irripetibili, assistiti e “coccolati” anche nelle fasi più difficili di questo breve ma intenso viaggio…
    Non si è trattato solo di mare o di luna o di stelle, ma di un insieme di persone cose e natura che hanno creato un connubio di poesia, energia e piacere.
    Leggere questo racconto a pochi giorni dal ritorno ci lascia ancora sognanti e realmente felici di avere vissuto questa favola con dei "poeti del mare".

    ‘ntony&angy (la coppia)

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