sabato 12 gennaio 2008

IL MANICOMIO GALLEGGIANTE


Racconto in rima di una crociera in Grecia, effettuata nel mese di giugno 2007, scritto dai ragazzi del centro diurno di Monte Santo.

Partiamo dunque per il soggiorno
E non si può dire che sia un buon giorno,
siamo alla banca, lunga è l’attesa,
ma sul mandato non c’è l’intesa,
poi finalmente, quando il dubbio ci coglie,
ecco il denaro, tutto si scioglie,
possiam partire è lungo il viaggio,
forza ci vuole e molto coraggio
fino alla punta dobbiamo andare
e poi non basta, dobbiam navigare,
e però già all’ora di cena ,
comincia a sciogliersi la nostra pena,
ottimo il cibo, migliore il vino,
sembra più allegro il nostro destino.
E poi si parte, è il primo giorno,
infine comincia il nostro soggiorno,
il primo impatto è una traversata,
dura pensate un’intera giornata,
però peschiamo due ricchi tonni,
e in un paese che sembra dei nonni,
facciamo brevi, ma splendidi sonni,
e poi si viaggia da un posto all’altro
con animo libero e in modo scaltro
si sfrutta il vento, si gioca col mare
e i nostri skipper si fanno amare,
sono simpatici, sono carini
e mai ci trattano come cretini,
e se all’inizio son preoccupati,
dopo si sciolgono, e come neonati,
scoprono allegri che il soggiorno itinerante,
è in realtà invece un manicomio galleggiante,
e veleggiamo insieme e contenti
senza mai avere il vento sui denti,
e invece al lasco, al traverso, in bolina,
e la regata allor si avvicina,
vince Red Fox, un po’ rosichiamo,
però alla fine insieme brindiamo.
Ed è una cena un po’ originale,
dentro un locale davvero speciale
dove il padrone in inglese parla,
ma quando litiga in greco ciarla.
Ed alla fine quando si torna,
guarda Red Fox cosa ti sforna,
ti pesca un tonno di dieci chili
e pensa un po’ con solo dei fili,
Silvia lo afferra con il suo raffio
Senza poi fargli nemmeno un graffio.
Dopo in silenzio lei lo cucina,
ma ve lo giuro, in maniera divina,
e lo mangiamo al ristorante,
piatti squisiti, risate tante.
Ed il ritorno ora si appresta,
certo non è proprio una festa,
ma una cosa è chiara nel cuore
per noi è nato un nuovo amore
e a Monte Santo quando torniamo,
di certo a tutti poi noi diciamo,
che un nuovo amico per noi c’è
e questo amico si chiama Smarè.

mercoledì 2 gennaio 2008

Othonoi 28/12- 30/12

Chissà perchè, quando gli altri sono davanti al camino in pantofole a scaldarsi, a noi viene l'idea di trascorrere un paio di giorni su un' isola greca. La più vicina si, ma 48 miglia in una notte di dicembre possono comunque portarti a chiederti perchè lo fai.
Strani questi marinai per hobby, "strano modo di divertirsi" dice la giovane mamma che vede il marito imbarcarsi. Strano vedere altre due persone (coppia), che di vela, lei ne aveva solo sentito parlare, lui aveva avuto qualche non felice esperienza in deriva. Beh, per loro non è stato semplice, chiedetelo alla barca ( ELISSA IV)... era in pena per loro e li coccolava nonostante tutti gli sversamenti di materiale organico dentro e fuori. Moribondi dopo appena 10 miglia. Mare e vento non avevano tenuto conto dei due impavidi che si erano imbarcati.
Alle otto arriviamo, diamo àncora, si pensa di scendere col tender. OK, la pompa? A Leuca, via di bocca, a turni. In barca ci si adatta. La barca tira fuori la napoletanità di tutti.
Si scende a terra, due in esplorazione nel bosco, due in acqua a fare il bagno (hanno riferito dopo di aver trovato l'acqua dell'isola piuttosto calda) ed uno in barca di guardia all'ancora.
La sera arriva presto su un' isola dove la popolazione è composta da 80 abitanti, nessun ristorante aperto, che fortuna!!! Solo per questo infatti ci troviamo a cena a casa di una coppia di ragazzi conosciuti in spiaggia da coloro che, alla fine, con la loro simpatia, le loro sofferenze e le loro stranezze hanno colorato tutto il nostro viaggio.
Grappa calda con miele, ottima, ci scalderà per quelle ore passate a chiaccherare di tutto con gli amici greci.
In questa atmosfera così differente da quello che solitamente viviamo, il pensiero va subito alle persone che domani rimarranno lì, sull'isola, con i loro ritmi, con l'attendere il traghetto che, due volte a settimana, porta loro i viveri e tutto quello di cui hanno bisogno.
Torniamo in barca dopo avere salutato i ragazzi che ci avevano ospitato. Abbiamo salutato anche i nostri amici, che avevano, poco prima, trovato posto per trascorrere una notte tranquilla sulla terra ferma.
Il giorno dopo si riparte. Ora la situazione meteo è più tranquilla e permette a tutti di godere di una rilassante navigazione che in dieci ore ci porta ai piedi dell'imponente faro di Leuca illuminato, che farà commuovere il timoniere del momento; il faro, dal mare e di sera non aveva avuto ancora modo di vederlo. Magia.