martedì 30 dicembre 2008

Questa è Elissa IV


Dufour Sortilege del '71, armato a sloop, Elissa IV il suo nome, costruita in Francia, a La Rochelle nei cantieri di Michel Dufour, secondo gli standard dell'epoca, senza pensare al risparmio di materiale o di peso. Nove posti letto, una grande cucina, un enorme tavolo da carteggio.

Col pozzetto centrale, sembra una mamma che ti tiene in grembo, e ti conduce dove vuoi tu. Ha già fatto tante miglia, attraversato l'oceano Atlantico ed è arrivata in Mediterraneo circa cinque anni fa. Dopo un anno di lavori e cure, finalmente ha ricominciato a navigare ed essere l'ammiraglia della scuola vela Smarè, aula e laboratorio galleggiante per la navigazione d'altura.

lunedì 29 dicembre 2008

Vendée Globe e Vittorio Malingri




Seguire la REGATA, per me, è diventato indispensabile.
Non passa giorno che il mio pc non corra verso le pagine del sito ufficiale.
Impresa, libertà, natura, tecnologia, forza, sono fusi in questa competizione dove raggiungere il traguardo è già qualcosa di eccezionale.
Il mio pensiero vola spesso a sud, l'estremo sud, dove non c'è niente, dove si è soli, veramente soli, dove nessuno può raggiungerti.
E lì, dopo cinquanta giorni di navigazione, ci sono loro, persone che di umano hanno ben poco, donne e uomini, ognuno con la propria barca, che affrontano tempeste e che portano avanti un progetto che probabilmente in loro è nato molto tempo prima della partenza.
Ho avuto la fortuna di conoscere Vittorio Malingri, il primo italiano che ha partecipato alla Vendée Globe; è arrivato a Smarè una sera d'agosto, non l'ho riconosciuto.
Abbiamo passato una lunga serata a parlare di barche, di tecnica, di stronzate.
Ogni tanto, nei porti, conosci delle persone che hanno navigato tanto, sulla scrivania di casa, e ti raccontano tutto. Dopo un pò ti rendi conto di parlare con un cretino e tagli corto.
Vittorio non si lasciava andare, solo il suo sorriso sembrava nascondere qualcosa.
Abbiamo parlato molto di vela come se io e lui fossimo allo stesso livello.
Ad un certo punto gli ho dovuto chiedere se mi stesse prendendo per culo.
Diceva di aver costruito una bellissima barca che era ormeggiata a Leuca. Bah...
La serata continua, e arriva il momento di salutarsi.
"Venite a trovarci in barca"
e io: "come si chiama la barca?"
"Elmo's fire".
Mi resi conto di aver parlato tutta la sera con un grande navigatore, mi venne naturale di inchinarmi al suo cospetto.
Nei giorni seguenti abbiamo continuato a vederci ma nei suoi confronti era ormai nata una sorta di malcelata riverenza.
La Vendée Globe la fanno persone che finchè sono a terra sono normali.
Forse il contatto con l'acqua di mare provoca in loro una reazione chimica che li rende pesci.
Io davanti al pc sogno, immagino gli scenari che accompagnano questi navigatori, il freddo, la concentrazione, li vedo dormire quando la barca fila a 18 nodi, ma si può?
http://www.vendèeglobe.org/

Vela nel Salento

Portare in barca il numero maggiore possibile di persone, per far godere il bello della vela a tutti coloro che ancora non hanno avuto l'occasione di avvicinarsi a questo fantastico sport, è l'obbiettivo degli istruttori della Scuola vela Smarè di Santa Maria Di Leuca.

Dall'Optimist, la barca che utilizzano i piccoli marinai a partire dai sei anni, al cabinato che permette di attraversare il canale d'Otranto e raggiungere le isole greche per fantastiche crociere scuola settimanali, passando per tutti i tipi di deriva.


Campi estivi per ragazzi



Una piacevole settimana da trascorrere con tanti amici in un luogo straordinario. Molto più di un semplice corso di vela. Guidati da un folto staff di istruttori ed educatori i ragazzi impareranno l’arte di navigare a vela e saranno continuamente stimolati attraverso vari laboratori ad apprendere cose nuove ed interessanti nei più svariati campi senza perdere di vista il gioco e il divertimento che sono alla base del nostro metodo didattico.

martedì 23 dicembre 2008

Feste di Natale e Capodanno a vela

Trascorrere qualche giorno in mare in questo periodo dà forza e vigore ed è di buon auspicio.
Ti aspettiamo quindi per un tuffo, insieme, nei colori del mare d'inverno a bordo delle nostre imbarcazioni, lungo le coste del Salento.
info:
3386965850 gabriele
info@smare.it
http://www.smare.it/

giovedì 4 dicembre 2008

Futuro a Sud Est


Da Lecce a “lu Capu”, tra gli italiani di un confine che è una piattaforma sul Mediterraneo.
Un luogo distante da tutto, indeciso tra energia e fatalismo, molte anime, e la tentazione della “salentitudine”

Reportage di Gian Luca Favetto; Foto di Ziyah Gafic. Tratto da D "La Repubblica delle donne", settimanale del quotidiano La Repubblica. N. 622 dell'8 novembre 2008

Santa Maria di Leuca. Roccia e onde.
Qui finisce il mondo nel suo piccolo. E ne comincia un altro.
Oltre c’è solo mare, e navi in lontananza. Fermi i piedi e inizi a nuotare.
Con lo sguardo. Un tempo era una terra di confine. Ora è una sospensione,
luogo indeciso tra passato e futuro, tra certo e incerto.
Un posizione geografica e sentimentale che attende una definizione precisa.
Nell’attesa, vive attaccata alla sua roccia e al suo mare. Se anche la definizione
non arrivasse mai, fa lo stesso. Il suo racconto è già nel nome, nelle immagini
 che evoca, nelle facce, nei suoni, nella memoria che produce:
Salento, quella parte di tacco che scivola lenta da Lecce a lu Capu,
un imbuto che conduce alla fine.
Destino, destinazione Sud-Sudest. «Qui siamo solo all’inizio della fine».
La frase, accompagnata da un sorriso che è una sottolineatura di orgoglio e disincanto,
viene da un gruppo di ragazzi pescati a passeggio per Lecce,
città barocca e indolente che è la porta d’ingresso di questa terra ultima.
Maurizio Buttazzo, fotografo e designer del riciclo,
spiega: «Può essere la fine del mondo, ma anche l’inizio.
Dipende da come ti svegli e dal vento. la tramontana soffia fredda da nord,
rende limpido il cielo e un po’ ci tranquilizza. Lo scirocco da sud è caldo,
appiccicoso, irritante, toglie il respiro, appesantisce l’aria».
Nel novembre 2007 ha inaugurato le Manifatture Knos, 4.000 metri quadrati
delle ex Opere Salesiane diventati centro per la ricerca e la formazione.
«Sono stato via venticinque anni e adesso vedo il Salento come un punto di partenza,
una piattaforma per il Mediterraneo: Il Nord è un supporto di professionalità, tecnologie,
progresso che consente di proiettarci verso sud».
L’isolamento è geografico, storico e mentale.
Agnese Manni da quattro anni guida la casa editrice di famiglia, la Manni Editori, e contro l’isolamento combatte a colpi di libri.
«Qui è come sentirsi in esilio a casa propria. La dimensione è provinciale.
Anche se vai fuori, quando torni e fai vita sociale, ti ritrovi ai tempi del liceo.
È pesante viverci, è bello passarci, rimani affascinato dai colori, dai sapori, poi torni a nord,
noi invece si resta. Restare vuol dire abituarsi a essere distanti da tutto. La differenza tra qui e Leuca? Preparati, laggiù la lontananza è al quadrato». Sono sessantacinque chilometri,
da Lecce fino al Capo: lungo la statale 16, fino a Leuca, che è un porto, un faro, un santuario,
tanti alberghi e ristoranti, belle ville, spiagge a destra e grotte a sinistra.
Ionio più tranquillo di qua e Adriatico di là, mare sfunnatu, come lo chiamano, senza fondo.
Scopri presto che questa terra aspra e stordente è fatta di molte isole, è un caleidoscopio
di identità e paesaggi, un inventario di persone originali, piene di energia venata di fatalismo.
Come Vincent Brunetti, l’uomo che vuole essere farfalla. Pittore e visionario, abita a Guagnano,
in un bizzarro palazzo-labirinto che sta tra Arlecchino e Picasso. Produce quattro quadri al giorno e li vende la domenica pomeriggio, quando si presentano centinaia di persone per assistere ai suoi show di ballo,
parola e pittura. «Il Salento è un luogo abbandonato, ed è la sua fortuna», dice con entusiasmo.
«È rimasto incontaminato, può regalare agli uomini il privilegio della fantasia».
Come spiega Sergio Blasi, sindaco di Melpignano, paese della Grecìa salentina,
colui che ha inventato la Notte della Taranta, due settimane di festa in cui la tradizione incontra la musica contemporanea.
«Un tempo il Capo di Leuca era un confine», osserva.
«Non si pensava di prendere la littorina per andare giù, soltanto i treni che portavano a Milano,
oppure a Zurigo. Ora invece il Mediterraneo diventa area di libero scambio
e possiamo pensare a nuove rotte.
Da ultimo lembo d’Italia, periferia d’Europa, ci ritroviamo al centro del mondo».
Come Claudio Giagnotti, “Cavallo”: origine rom, fondatore dei Mascarimirì,
sei cd in dieci anni, musica internazionale con anima salentina.
Abita a Muro leccese, città messapica, ma con la testa arriva a Marsiglia.
Mischia la tradizione della pizzica con la Francia del Sud, Barcellona, Clash e Massive Attack.
«Il Salento si muove più dei salentini. Inglesi, americani, italiani del Nord comprano
le case a corte e a volta, quelle che i salentini abbandonano.
Negli ultimi anni è nato lo slogan “Salentu, lu sule, lu mare, lu jentu”.
Falso, noi siamo una terra di pietre che cantano, ulivi mani spaccate e rughe in faccia.
E anche di lavoro nero e sfruttamento. Paesi, campagne, muri a secco, uliveti,
pietre rocce, campi desolati, orizzonti monotoni che all’improvviso s’impennano
in una stranezza struggente; a poco a poco sembra che non sia tu viaggiare in questa terra,
ma è questa terra spaccata dal sole e dalla solitudine, come ha riassunto Salvatore Quasimodo,
a viaggiare in te.
«Il Salento è un paese dalle molte anime dove i turisti possono ancora essere viaggiatori.
È la disorganizzazione territoriale che impone la lentezza», spiega Eileen Coppola,
padre salentino e madre irlandese, che fa viaggiare gli stranieri in Puglia.
«Da Otranto in giù, soprattutto, è una terra che va ascoltata.
Le sensazioni non derivano solo dal visibile, il maggior fascino è segreto,
non viene da ciò che è più evidente».
«Giù trovi proprio la fine, una terra più vecchia di questa»,
è l’avvertimento di Yuri Battaglino, architetto e urbanista.
Mancano trenta chilometri a Leuca, ma nelle parole dei ragazzi del Laboratorio Urbano Aperto
di San Cassiano, che raccontano di cura del paesaggio e condivisione del territorio, sembrano tre secoli. Dopo gli studi a Firenze e a Milano, sono tornati per lavorare “a casa”.
«È comunque difficile», confessa Gaetano Fornarelli, il barese del gruppo.
«Qui c’è un punto di vista “salentinocentrico”. oltre Lecce non si guarda,
Brindisi è già fuori orizzonte, più lontana di Copenaghen».
Quella che per Yuri è la fine, per Alessandra Lupo è il principio:
«Vai giù, vacci: Corsano, Gagliano, Presicce, Castrignano, quelli sono l’origine.
Duri, arcaici? Per forza, sono l’origine». Sono il tempo al suo inizio.
Hanno qualcosa dell’eternità: un punto di noia, uno di meraviglia e uno di spavento.
Per i forestieri sono mete da raggiungere, per loro sono un punto di forza, il luogo da cui cominciare il viaggio.«Mai sentito un salentino pronunciare la parola Puglia. Ci teniamo alle differenze»,
sorride Edoardo Winspeare, il regista che con Sangue Vivo, Il miracolo e Galantuomini,
ultimo suo film in uscita, ha raccontato la frastagliata identità di questa terra.
Di origini napoletane, vive tra Depressa e Corsano, già una porzione del Capo.
«Chi va fuori e poi rientra è convinto di tornare in un posto magnifico.
C’è una forte identità mediterranea. Poi ci sono le donne più belle del mondo, le più fiere.
Da questo finisterrae, dove si ascoltano radio greche e albanesi, dove si è sempre con un piede fuori Italia, iniziano rotte immaginarie. Inizia un mondo di avventura, in cui puoi incontrare Lord Jim e Corto Maltese.
Gli uomini hanno facce che sembrano silenzi e nature selvagge, occhi che bruciano e sorrisi aperti;
le donne hanno camminate suadenti, quasi fragorose, sguardi penetranti e parole svelte.
Sono l’incarnazione del paesaggio. Dimostrano orgoglio e amore per questa terra: è come ci stanno, come la abitano, come la vivono, al di là delle parole. La passione fa di loro la radice.
«Se te ne vai perché vuoi vivere altrove, bene. Ma se vai via perché qui non c’è lavoro, allora no, devi creartelo, il lavoro», si ribella Monica Comi, laurea in geologia a Bologna, tornata per aprire uno studio ad Acquarica del Capo.
«Terra di pozzi artesiani, grotte, acque sotterranee», ricorda.
Perfetta metafora che suggerisce l’anima nascosta dell’ultimo arrocco di Salento prima del mare.Il mare, finalmente.
«Ci hanno sempre raccontato come civiltà del tabacco e delle olive, ma tutto qui porta al mare, richiama la centralità marina», sostiene Antonio Errico, art director fuggito da Milano e rientrato a Tricase, dove nel 2003 ha fondato con amici l’associazione Magna Grecia Mare e la Scuola di vela latina e antica marineria.
«Se attraversi il Salento via terra, impieghi un’ora; a circumnavigarlo, un mese. L’acqua non è un confine, mette in comune. Pensa il Mediterraneo come un porto: l’Italia è il molto al centro, il Salento è il pontile attaccato al molo e lu Capu è la testa del pontile».
Della testa del pontile, Santa Maria di Leuca, mille abitanti e il porto come piazza, è l’ultimo metro quadrato. Più che una fine, un avamposto. Buzzatiano, in autunno inoltrato.
«Per la gente di terra, forse Leuca è un capolinea, ma se vai per mare è un posto di passaggio», dicono gli istruttori di vela di Smarè, Gabriele Scorrano, Gabriele Pellegrino e Federico Pirelli.
«Qui finisce la navigazione costiera e inizia il salto verso Grecia e Balcani, o verso ovest». Ottanta miglia per Crotone, ottanta per Corfù. E verso sud?
Ti guardano con una tranquillità che appartiene a un altro mondo: «verso sud c’è l’infinito».

martedì 4 novembre 2008

RECORD! Ericsson 4

Record di percorenza nelle ventiquatro ore alla Volvo Ocean Race.
Guarda il video!!!

martedì 14 ottobre 2008

Poesia

Vento? - Chiedo.
- No - Mi dici - Uragano!
Prima era fuori di me.
Ora non più.
E' dentro me.
Ora colpisce lo scafo
con inaudita violenza,
schiaffeggia la vela
saggiamente ammainata.
Vorrei non essere
in mare aperto,
vorrei aver raggiuntola terra
Ma vedo ancora solo
acqua e cielo.

pietro

Grazie per i tuoi interventi poetici.
Una selezione di deliziose poesie sul mare, a cura dell'amico Pietro,
la trovate sul forum di Smarè
http://www.centronauticosmare.it/forum/

giovedì 12 giugno 2008

Great Expectations


Primo di classe e tredicesimo assoluto alla Brindisi - Corfù per Great Expectations di Francesco Chiarello.
Già vincitore della prima edizione di Vele nel Parco, anche quest'anno è di sicuro la barca da battere.

Prepariamoci dunque, il 21 giugno è ormai vicino.

venerdì 6 giugno 2008

Crociera scuola 30 maggio 2giugno


La crociera del 30 maggio ci ha riportati a Corfù.
Molto mare e poche soste a terra per questi quattro giorni di full immersion.
Tempo sostanzialmente buono tranne una burrasca ad oltre 30 nodi che ci ha colti, nella giornata di lunedì 1 giugno, durante il trasferimento da Corfù a Merlera, quasi di sorpresa.
Il resto è stato un susseguirsi di emozionanti situazioni, l'incontro con i delfini, gli ottimi pranzetti e l'immersione nella natura selvaggia delle tante calette di cui è ricca la costa delle isole visitate.
L'equipaggio si è comportato in maniera eccellente , in tutte le situazioni, compresa la burrasca.
Grazie a tutti.

giovedì 8 maggio 2008

VELE NEL PARCO


Tra poco più di un mese saremo in acqua per partecipare alla seconda edizione di "Vele nel Parco".
Questa manifestazione, che ci vede impegnati anche come ideatori e organizzatori, insieme a Legambiente, Uisp e Salento in Vela, si propone di promuovere lo sport della vela e lo splendido Parco Costiero Otranto-S.M.di Leuca.
Questo il programma:

Venerdì 20 giugno
ore 10,30 presentazione della manifestazione presso il Castello Aragonese di Otranto;
ore 19,30 buffet per gli equipaggi;
ore 21,30 festa di accoglienza con musica e presentazione degli equipaggi presso il porto di Otranto.

Sabato 21 giugno
ore 8,30 briefing equipaggi;
ore 9,30 inizio della passeggiata velica con linea di partenza nelle acque antistanti il Porto di Otranto
con passaggio tra gate posizionati sottocosta a Marina di Andranno, Tricase Porto, loc. Ciolo;
ore 17,30 arrivo imbarcazioni a Leuca con linea di traguardo subito fuori il Porto Turistico; ormeggio in
banchina, accoglienza, aperitivo;
ore 19,30 buffet per gli equipaggi;
ore 21,30 festa aperta al pubblico con musica presso la sede del Centro Nautico Smarè.

Domenica 22 giugno
ore 8,30 briefing equipaggi;
ore 9,30 partenza regata a bastone nelle acque antistanti il porto di Leuca;
ore 12,00 premiazione equipaggi, aperitivo e chiusura manifestazione presso il Centro Nautico Smarè.

Altre iniziative sono previste lungo tutto il tratto di costa compreso tra i confini del parco: trekking, visite guidate, degustazioni prodotti locali ecc.

Sul sito della regata troverete il modulo d'iscrizione e tutte le informazioni di cui avrete bisogno per partecipare.
http://www.velenelparco.it/

lunedì 5 maggio 2008

Straordinaria Corfù

Abbiamo ancora caldo, nel cuore, i tuoi colori e i suoni delle tue bande. Il bagliore dei tuoi fuochi e il frastuono delle capase lanciate dalle finestre. Il muro umano ad ogni ora e la tangibile passione dei tuoi abitanti. Non passerà molto tempo e saremo ancora lì, ormeggiati ai piedi del maestoso castello, nel cuore della città, per tuffarci tra i tuoi vicoli gonfi di vita.

martedì 29 aprile 2008

Malingri "Ugo" Vittorio RECORD






COMUNICATO: È record!Vittorio Malingri ha tagliato il traguardo a Guadalupa, questa mattina, alle ore 5,24’,12’’ U.T.C. 13 giorni, 17 ore e 48 minuti, sono serviti al navigatore milanese per percorrere 2.545 miglia da Dakar (Senegal) a Guadalupa (Piccole Antille), in solitario senza assistenza e senza scalo, a bordo di Royal Oak, catamarano non abitabile di 6 metri.È la prima volta che qualcuno si misura in solitario su questa rotta, che è anche quella ufficiale per questo tipo di imprese (definite extreme sailing).Il tempo impiegato da Malingri rappresenta dunque il record di percorrenza in solitario e quello da battere.Malingri era partito da Dakar martedì 15 aprile alle ore 13,21 U.T.C.All’arrivo a Guadalupa, il navigatore solitario milanese è stato accolto dal suo staff, dai familiari, da alcuni giornalisti che sono stati testimoni diretti dell’epilogo di questa impresa e da un manipolo di suoi fedelissimi che hanno così voluto testimoniare la loro partecipazione all’evento.Queste le sue prime dichiarazioni: “È stata un’esperienza meravigliosa, nonostante le difficoltà e i problemi che ho incontrato. La barca ha funzionato a meraviglia, a parte i problemi ai pannelli solari che hanno condizionato le mie riserve di energia e quindi il funzionamento del pilota automatico e dei telefoni. Il problema più grande è stato quello di dover fare sempre qualsiasi cosa con una mano sola, perché senza poter disporre del pilota automatico, l’altra mi serviva per il timone. La notte per brevi tratti legavo il timone per riposare. Non ho sofferto la fame né la sete. Dal punto di vista fisico, è stato molto meno faticoso di una tappa del giro del mondo su di una barca grande. Ora però vado a dormire in un letto. Ci sentiamo più tardi”Ricordiamo ancora una volta, in breve, i numeri di questa caccia al record: percorso da Dakar in Senegal a Guadalupa (Piccole Antille) per un totale di 2545 miglia a bordo di Royal Oak, catamarano non abitabile di 6,09 metri di lunghezza.Unico tempo di riferimento sulla rotta quello dei due francesi Pierre-Yves Moreau e Benoit Lequin, che, lo scorso dicembre, hanno impiegato 11 giorni 11 ore e 25 minuti per completare il percorso, navigando in doppio.Malingri, fino a quando il vento non lo ha tradito, era in media perfetta con questi numeri, arrivando anche, venerdì 18 aprile, a essere in vantaggio rispetto alla tabella di marcia dei due transalpini. Poi lentamente, ma inesorabilmente, l’Anticiclone delle Azzorre ha cominciato a “mollare” e l’intensità del vento, scesa stabilmente sotto i 15 nodi, non ha più consentito quelle medie orarie necessarie per ripetere o migliorare l’exploit dei due francesi. Malingri resta comunque il primo navigatore ad aver affrontato la rotta in solitario e il suo è così il tempo di riferimento e il record da battere.Malingri ha vissuto momenti difficili nel corso della navigazione: da sabato 19 aprile ha dovuto rinunciare a qualsiasi contatto con la sua centrale operativa che lo seguiva 24 ore su 24 da terra e con il meteorologo del team Pierre Lasnier. Un problema di alimentazione ai telefoni satellitari, ha costretto Malingri a navigare esclusivamente con le proprie forze senza usufruire di alcun supporto esterno. Soltanto giovedì 24 aprile è riuscito a dare, sia pur indirettamente, notizie di sé tramite una nave giapponese che incrociava nelle stesse acque, con la quale si era messo in contatto con il VHF la radio di bordo a portata limitata.

mercoledì 23 aprile 2008

Pasqua Ortodossa a Corfù

Domani sera a bordo! Sono previsti una ventina di nodi da nord ovest che ci spingeranno velocemente verso la verde isola di Corfù. Sono già in corso i festeggiamenti per la Pasqua Ortodossa e mi sa che noi ci tufferemo dentro come bambini nella nutella.
Guardate questo link: http://www.terrakerkyra.gr/pasxa/it/pasxa01.html
Speriamo di trovare posto nel marina al centro della città.
Non è che andando in Grecia dimentichiamo il fatto che un nostro amico, grande e forte, è in oceano con la sua piccola barchina. Forza Vittorio, siamo con te!
A presto!

Vittorio risparmia energia e non comunica

Comunicato 23 aprile 2008Da quattro giorni ormai Vittorio Malingri non comunica più con la centrale operativa che lo segue da terra 24 ore su 24 nel suo tentativo di record in solitario sulla rotta Dakar – Guadalupa, a bordo di Royal Oak un catamarano non abitabile di soli 6 metri.”È vero – dichiara Gero Malingri, cugino di Vittorio e responsabile operativo della sfida – le comunicazioni sono interrotte da quattro giorni, ma riceviamo il segnale Argos con la sua posizione e vediamo che avanza correttamente.Un puntino che si sposta in oceano può sembrare poco, ma per noi addetti ai lavori ha un significato importante. Pur senza ricevere informazioni meteo, Vittorio ha manovrato esattamente nel momento in cui avrebbe dovuto farlo. Questo aspetto, che si evince chiaramente dal tracciato del suo percorso, non lascia dubbi sul fatto che sia presente a se stesso e in buona forma, nonostante i nove giorni già trascorsi a bordo di Royal Oak”. "Se non comunica – ha aggiunto Gero Malingri - c'è senz’altro una ragione valida, ma non necessariamente di emergenza. Nel corso dell’ultimo contatto telefonico di cinque giorni fa, Vittorio aveva segnalato di avere problemi al sistema di alimentazione assistito dai pannelli solari. Evidententente sta risparmiando l’energia e le batterie per gli strumenti che per lui sono strettamente necessari: il Gps e l’Argos”. La sua esperienza di navigazione in oceano insieme a quanto stiamo osservando, ci consente di rimanere sereni”Vittorio Malingri è partito da Dakar in Senegal martedì 15 aprile alle 11.36 U.T.C. per la caccia al record in solitario sulla rotta oceanica Dakar - Guadalupa (2.545 miglia) a bordo di Royal Oak, un catamarano di sei metri non abitabile. L’unico tempo di riferimento sul percorso è quello stabilito nello scorso dicembre dai francesi Pierre-Yves Moreau e Benoit Lequin con 11 giorni, 11 ore e 25 minuti, che però hanno navigato in doppio, mentre Vittorio Malingri è solo a bordo della sua imbarcazione.Le previsioni meteo per i prossimi giorni confermano che il vento continuera’ ad essere leggero (max 10/12 nodi), motivo per cui difficilmente Vittorio Malingri riuscirà a mantenere le medie elevate dei giorni scorsi che gli hanno consentito di navigare sugli stessi ritmi dei due francesi, ma dovrebbe comunque consentirgli di fissare un tempo di riferimento eccezionale e quindi il record per la navigazione in solitario sulla tratta.Al momento il suo arrivo a Guadalupa e’ previsto per lunedì 28 aprile

martedì 22 aprile 2008

La lunga traversata di Vittorio Malingri

23-04-2008Nulla di grave se vogliamo...È la vita dei marinai, o meglio dei velisti, razza particolare nel mondo dei marinai. Ragazzi, purtroppo il vento è diminuito e di conseguenza la velocità è scesa. Queste le uniche novità sulla sfida di Vittorio giunta, ormai all'ottavo giorno con più di 1500 miglia percorse e quindi sempre più vicino alla meta.Il ritardo rispetto al record assoluto, quello realizzato in doppio dai francesi Pierre-Yves Moreau e Benoit Lequin con 11 giorni, 11 ore e 25 minuti, è importante, circa un giorno, ma questo non deve ingannare.L’impresa di Vittorio rimane tale, lui andrà sicuramente a realizzare un importante risultato fissando quello che è il tempo di riferimento per la navigazione sulla tratta in solitario.Fino a quando il vento ha tenuto, fino a quando l’Anticiclone delle Azzorre aveva fatto il suo dovere, quello per cui è stato messo li, il nostro navigatore era in linea con gli stessi tempi parziali, la stessa media di chi, sulla stessa rotta, pochi mesi fa aveva navigato in doppio.Vi sembra poco?Le previsioni non sono incoraggianti, parlano di un vento che difficlmente supererà i 10/12 nodi per il resto della settimana. Probabile un leggero rinforzo ma soltanto domani, giovedì 24.Continuiamo a soffiare. Vittorio è sempre li e ha bisogno di tutti noi.

lunedì 7 aprile 2008

Eudore è arrivata a casa!

Finalmente, Pietro ha una nuova barca. Ha aperto così una nuova stagione dell'amore. Un nuovo colpo al cuore che lo farà stare tranquillo per un pò.
Eudore è un Bavaria 39 Cruiser, nuovo fin troppo, comodo, veloce abbastanza per la tipologia di barca e bello.
Siamo felici per te Pietro!!!

mercoledì 12 marzo 2008

Il forum di Smarè

La nostra community si arricchisce: finalmente abbiamo un nostro forum. E' uno spazio aperto a tutti i soci e amici di Smaré e a tutti coloro che amano la vela e il mare. Per condividere le proprie esperienze di navigazione, essere sempre aggiornati sugli eventi, chiedere o dare dei consigli, per fare quattro chiacchere... Presto sara possibile accedere direttamente dalla Home, per adesso bisogna cliccare sul link riportato di seguito. Iscrivetevi subito e iniziate a partecipare alle varie discussioni o proponetene di nuove. Buon vento a tutti!

venerdì 29 febbraio 2008

Royal Oak in acqua

Vittorio Malingri ha finalmente terminato la costruzione di Royal Oak, il catamarano di 6 metri col quale tenterà di battere il record stabilito in 11 giorni, 11 ore e 25 minuti tra il Senegal e la Guadalupa, ben 2545 miglia nautiche.
Vittorio navigherà in solitario, particolare che differenzia la sua sfida dalle altre che sono state portate a termine da equipaggi di due persone.
Smarè, che ha avuto modo durante la scorsa estate di condividere molti momenti con lui e il suo equipaggio, vi invita a seguire la sfida e a fare il tifo per lui. Vai Vittorio!!!

sabato 12 gennaio 2008

IL MANICOMIO GALLEGGIANTE


Racconto in rima di una crociera in Grecia, effettuata nel mese di giugno 2007, scritto dai ragazzi del centro diurno di Monte Santo.

Partiamo dunque per il soggiorno
E non si può dire che sia un buon giorno,
siamo alla banca, lunga è l’attesa,
ma sul mandato non c’è l’intesa,
poi finalmente, quando il dubbio ci coglie,
ecco il denaro, tutto si scioglie,
possiam partire è lungo il viaggio,
forza ci vuole e molto coraggio
fino alla punta dobbiamo andare
e poi non basta, dobbiam navigare,
e però già all’ora di cena ,
comincia a sciogliersi la nostra pena,
ottimo il cibo, migliore il vino,
sembra più allegro il nostro destino.
E poi si parte, è il primo giorno,
infine comincia il nostro soggiorno,
il primo impatto è una traversata,
dura pensate un’intera giornata,
però peschiamo due ricchi tonni,
e in un paese che sembra dei nonni,
facciamo brevi, ma splendidi sonni,
e poi si viaggia da un posto all’altro
con animo libero e in modo scaltro
si sfrutta il vento, si gioca col mare
e i nostri skipper si fanno amare,
sono simpatici, sono carini
e mai ci trattano come cretini,
e se all’inizio son preoccupati,
dopo si sciolgono, e come neonati,
scoprono allegri che il soggiorno itinerante,
è in realtà invece un manicomio galleggiante,
e veleggiamo insieme e contenti
senza mai avere il vento sui denti,
e invece al lasco, al traverso, in bolina,
e la regata allor si avvicina,
vince Red Fox, un po’ rosichiamo,
però alla fine insieme brindiamo.
Ed è una cena un po’ originale,
dentro un locale davvero speciale
dove il padrone in inglese parla,
ma quando litiga in greco ciarla.
Ed alla fine quando si torna,
guarda Red Fox cosa ti sforna,
ti pesca un tonno di dieci chili
e pensa un po’ con solo dei fili,
Silvia lo afferra con il suo raffio
Senza poi fargli nemmeno un graffio.
Dopo in silenzio lei lo cucina,
ma ve lo giuro, in maniera divina,
e lo mangiamo al ristorante,
piatti squisiti, risate tante.
Ed il ritorno ora si appresta,
certo non è proprio una festa,
ma una cosa è chiara nel cuore
per noi è nato un nuovo amore
e a Monte Santo quando torniamo,
di certo a tutti poi noi diciamo,
che un nuovo amico per noi c’è
e questo amico si chiama Smarè.

mercoledì 2 gennaio 2008

Othonoi 28/12- 30/12

Chissà perchè, quando gli altri sono davanti al camino in pantofole a scaldarsi, a noi viene l'idea di trascorrere un paio di giorni su un' isola greca. La più vicina si, ma 48 miglia in una notte di dicembre possono comunque portarti a chiederti perchè lo fai.
Strani questi marinai per hobby, "strano modo di divertirsi" dice la giovane mamma che vede il marito imbarcarsi. Strano vedere altre due persone (coppia), che di vela, lei ne aveva solo sentito parlare, lui aveva avuto qualche non felice esperienza in deriva. Beh, per loro non è stato semplice, chiedetelo alla barca ( ELISSA IV)... era in pena per loro e li coccolava nonostante tutti gli sversamenti di materiale organico dentro e fuori. Moribondi dopo appena 10 miglia. Mare e vento non avevano tenuto conto dei due impavidi che si erano imbarcati.
Alle otto arriviamo, diamo àncora, si pensa di scendere col tender. OK, la pompa? A Leuca, via di bocca, a turni. In barca ci si adatta. La barca tira fuori la napoletanità di tutti.
Si scende a terra, due in esplorazione nel bosco, due in acqua a fare il bagno (hanno riferito dopo di aver trovato l'acqua dell'isola piuttosto calda) ed uno in barca di guardia all'ancora.
La sera arriva presto su un' isola dove la popolazione è composta da 80 abitanti, nessun ristorante aperto, che fortuna!!! Solo per questo infatti ci troviamo a cena a casa di una coppia di ragazzi conosciuti in spiaggia da coloro che, alla fine, con la loro simpatia, le loro sofferenze e le loro stranezze hanno colorato tutto il nostro viaggio.
Grappa calda con miele, ottima, ci scalderà per quelle ore passate a chiaccherare di tutto con gli amici greci.
In questa atmosfera così differente da quello che solitamente viviamo, il pensiero va subito alle persone che domani rimarranno lì, sull'isola, con i loro ritmi, con l'attendere il traghetto che, due volte a settimana, porta loro i viveri e tutto quello di cui hanno bisogno.
Torniamo in barca dopo avere salutato i ragazzi che ci avevano ospitato. Abbiamo salutato anche i nostri amici, che avevano, poco prima, trovato posto per trascorrere una notte tranquilla sulla terra ferma.
Il giorno dopo si riparte. Ora la situazione meteo è più tranquilla e permette a tutti di godere di una rilassante navigazione che in dieci ore ci porta ai piedi dell'imponente faro di Leuca illuminato, che farà commuovere il timoniere del momento; il faro, dal mare e di sera non aveva avuto ancora modo di vederlo. Magia.